Grignetta – Direttissima
Resoconto dell’escusione del 14 agosto 2009 alla Grignetta passando per la val scarrettone.
Partecipanti: io e Domenico.
La sveglia suona: segna le 3:15. Colazione forzata per non svenire. Lo zaino e l’attrezzatura sono già pronte. Salto in auto e corro a prendere Domenico. Alle 5 e 15 circa siamo al Pian dei Resinelli. 5 e 30 e siamo in marcia. E’ agosto ed il cielo è già chiaro. Dietro al rifugio Porta imbocchiamo il sentiero numero 8, la Direttissima.
Saliamo molto tranquilli per il sentiero. Non è molto pendente e si va su agevolemente. Arriviamo all’attacco della ferrata. Non abbiamo un’imbragatura, ci arrangiamo con un anello di fettuccia, alcuni metri di corda e due moschettoni. Il panorama è surreale: siamo circondati da guglie di pietra. Scorgiamo anche 2 camosci? caprioli?
La salita è molto divertente e in poco tempo arriviamo ad incrociare il sentiero 10. Siamo in cresta: giriano dietro la Grignetta e scendiamo per la val Scarrettone.
E’ ancora in ombra, saranno le 8 o le 9 del mattino.
La ferrata prosegue per la valle fino a terminare presso un sentiero che sale a zig-zag. In cima una palina segnala a sinistra la traversata alta e a destra la grignetta e il bivacco Ferrario. Andiamo a destra. Si sale per dei canaloni sempre attrezzati e molto pittoreschi.
per le 11 siamo in cima.
Pranziamo mentre si annuvola.
Verso mezzogiorno iniziamo la discesa. Vorremmo scendere dal sentiero numero 7 (la Cermenati). Dopo un tratto in cresta soggiunge la nebbia: non si vede oltre qualche metro. Siamo ad un bivio – nessun cartello. Dove si va? a destra un sentierino che scende per un prato, a sinistra un ripido e scosceso canalone su cui fanno bella mostra delle lapidi. Il Porta è sulla destra e quindi andiamo a destra.
Dopo un po’ il sentiero diventa molto ripido e presto ci troviamo su una parete nella nebbia totale. La discesa è molto difficoltosa. Sembra strano un sentiero così… Speriamo che sia solo un breve tratto… andiamo avanti per decine e decine di minuti, forse anche più di un’ora seguendo le marcature bianco-rosse del CAI.
Si scende pian piano e con molta cautela. Dalla nebbia appaiono forme inquietanti, colonne di pietra. Passiamo sotto il sigaro Dones. Senza accorgercene. Non si vede dove si va e quanto manca. Alla fine il supplizio finisce e incrociamo il sentiero numero 7. In mezz’ora siamo al rifugio Porta.
Al bivio non segnalato si doveva andare a sinistra, nel canalone che gira attorno al gruppo dei Magnaghi e porta al ‘saltino del gatto’ e quindi scende al rifugio Porta. Noi siamo scesi per il sentiero numero 2, via segnata come ‘A’ per alpinisti! Di seguito ho tracciato la nostra discesa su un a foto del Dones e dei Magnaghi. Adesso bisognerebbe provarla salendo!













