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Archivio per la categoria ‘aeolian’

I 100 punti sul mio taccuino

Un proverbio cinese recita all’incirca così: “Arriverai là dove stai guardando”.
Me lo sono segnato tempo fa quando le cose hanno iniziato a muoversi: e io volevo che si muovessero.
Ti trovi in un pantano e non sai bene cosa vuoi e dove vuoi andare e neppure perchè sei finito nel pantano. Dal mezzo del mio stagno, sapevo che le cose così com’erano non mi piacevano e che avrei potuto cambiarle. Mi è sempre riuscito.

Vorrei raccontarvi come mi sono organizzato per farle smuovere.
Tengo con me, da anni, un’agendina su cui annoto idee ed osservazioni. Su una pagina della mia agendina ho segnato 100 numeri, uno per ogni riga del foglio.
Poi mi sono imposto di trovare degli obiettivi da realizzare nella vita.
Non ne ho trovati 100 perchè sono veramente tanti, ma ho riempito almeno 30 posizioni.
Poi ne ho presi due e mi sono detto: facciamoli accadere.
Come?
Ho fatto un piano per entrambi. Su 3 anni. Non si può essere molto precisi e 3 anni sono tanti, però scrivere concretamente riguardo alle cose da fare aiuta a farle accadere. Soprattutto se si scrivono e si danno dettagli concreti e tempi.
Uno degli obiettivi era quello di salire sul monte Rosa. L’elenco dei punti montani proseguiva con altre mete: il Bianco, il Cervino e il pizzo Badile. In sintesi: diventare alpinista.
Ho scritto il piano su 3 anni. L’anno scorso sono salito sul monte Rosa. A settembre 2010, come previsto dal mio piano, mi sono iscritto ad un corso di arrampicata. Il mese scorso con un mio amico abbiamo aperto una nuova (piccola) via in val di Taro.

Ogni tanto riguardo i 100 punti e ne aggiungo qualcuno.

Più penso alla mia “cosa” e più diventa vera. Ci penso ogni giorno, ed ogni giorno non deve passare senza abbia fatto qualcosa di concreto per essa.
Incredibilmente le cose si muoveranno, osserverete coincidenze… non sono che una parte della magia!
Sono dovute semplicemente dal fatto che avete gli occhi aperti e selezionate tutto quello che potrebbe riguardare la vostra “cosa”.

Qual’era il secondo punto a cui lavoro? vabbè, non siete attenti!

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La mappa mentale di Aeolian (2)

La mappa mentale di Aeolian

La stavo cercando disperatamente per la presentazione alla WhyMCA… ed ora ecco che mi spunta adesso tra le mani. Maledetta!

E’ disegnata su carta con penne colorate. Stavo cercando di trovare un senso nel progetto. Le mappe mentali aiutano anche ad orientarsi.

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Mappa Mentale Conferenza WhyMCA – Parte 1

Ecco la prima parte della mappa mentale dello speech tenuto alla WhyMca. Riguarda i Pattern. A presto sarà disponibile anche la 2a parte. Ci sta lavorando Andrea.

Mappa mentale WhyMca sui Pattern

Aeolian – Bootstrapping in tempo di crisi

Questa mattina ho parlato del ‘fare business’ in tempi di crisi. Ero a palazzo Isimbardi, a Milano. Ecco le slide della presentazione:

 

BIC La Fucina e BIC Euroimpresa Legnano, in collaborazione con Provincia di Milano, vi invitano all’incontro pubblico: “Business Innovation Centre della Provincia di Milano: sistema integrato di servizi per fronteggiare la crisi”.

Creare nuove opportunità di crescita del territorio, dando spazio ai giovani che si affacciano al mercato del lavoro e a tutti coloro che stanno tentando di intraprendere dei percorsi imprenditoriali innovativi e creativi: questo è l’obiettivo che si è posta la Provincia di Milano in questo difficile momento congiunturale.

Attraverso i suoi due BIC ed ai progetti con essi in fase di realizzazione, la Provincia di Milano ha voluto creare un sistema di servizi integrati di tipo pre-competitivo rivolti a sostenere le imprese in fase di start up che non trovano sul mercato i servizi adatti a rispondere ai loro bisogni e gli aspiranti imprenditori che nell’autoimpiego cercano una soluzione all’esclusione dal mercato del lavoro o alla difficoltà di ingresso in tale mercato.

Saluti introduttivi
Assessore Sviluppo economico, Formazione e Lavoro della Provincia di Milano
Alda Fiordelli
, Consigliere Delegato BIC Euroimpresa Legnano
Fabio Terragni, Amministratore Delegato BIC La Fucina

Le testimonianze
Modera Marcello Correra, Direttore Settore Sviluppo Economico della Provincia di Milano
Alain Bonati, Alittleb.it Srl
Paolo Aliverti, Progetto AEolian
Fabio Ronchi, AI Solutions – 2b Energy
Massimo Lazzari, SIRBit s.r.l.

Intervengono
Raffaella Manzini, Responsabile Scientifico di LIUC Innovazione Brevetti
Chiara Pennasi, Direttore BIC La Fucina: Presentazione della “Vetrina dei talenti”

Lean Startup – Scrivere delle ipotesi sui Customer

AeolianIl secondo documento su cui impegnarsi nella customer discovery riguarda le ipotesi sui customer. Riporto qui alcuni appunti riguardanti le ipotesi sui customer per il progetto Aeolian. Lo faccio senza alcun problema perchè non c’è nessun segreto e spero possano servire ad altri come esempio o punto di partenza. Inoltre sono delle ipotesi iniziali, in seguito evolute. Nei post precedenti ho parlato di ipotesi di prodotto e degli assunti iniziali.

Le ipotesi sui Customer

1. Types of customers

Quanti tipi di customer conosci? spero non uno solo! osserva bene un qualsiasi processo di acquisto e ti accorgerai che sono coinvolte più figure. Pensa al tuo caso, al tuo prodotto, e prova ad identificare i seguenti ruoli:

  • decision maker – chi decide?
  • economic buyer – chi acquista?
  • recommenders – a chi presta orecchio il vostro customer? di chi si fida? da chi si lascia consigliare?
  • influencers – amici, conoscenti e colleghi; persone che possono influenzare le decisioni.
  • users – chi usa il prodotto?
  • saboteurs – chi vi ostacolerà? potrebbero anche essere gli stessi attori appena elencati.

Dove e come li puoi contattare? Queste informazioni servono per conoscerli e pre creare delle liste di persone potenzialmente contattabili (non per forza per vendere, ma anche solo per scambiare 4 chiacchere e conoscerli – e farti conoscere).

2. Customer problems – understanding their pain – how & why (latent need, active need, vision)

Quali sono i problemi dei tuoi clienti? li conosci? fai delle ipotesi. E poi le verificherai!

Per Aeolian evevamo 3 problemi: 1/info flood, 2/device consistency, 3/utilizzo di GUI non adeguate. In seguito a delle interviste preventive sono emersi altri problemi:- cercare i dati e non trovarli
– sicurezza dei dati (privacy)
– affidabilità dello storage
– organizzare i dati in modo più efficace
– arricchire con metadati gli elementi che sono per loro natura poco informativi (foto) – augmented info

3. A day inyour customer’s life

Come risolve il problema oggi, il tuo customer? Immaginati tutto quello che fa. Se puoi seguilo, mettiti nei suoi panni. Cosa accade prima, dopo e durante il manifestarsi del problema? Se siete fortunati qualcuno dei vostri clienti prova a risolvere la cosa in qualche modo. Cosa fanno? osservateli, parlateci!

Per Aeolian: relativamente alla GUI, il problema è poco o per nulla sentito. Se lo si accenna, gli intervistati,  sono d’accordo, ma usare file e cartelle resta l’unica via che hanno sempre percorso e non saprebbero immaginare modalità differenti.
Circa l’info flood o la device consistency: risolvono tutti a mano, copiando e replicando dati e file. C’è da pensare che i più techie/geek potrebbero aver sperimentato qualche tool di sincronizzazione o per lo meno conoscere DropBox o servizi simili. Le persone più comuni e meno tecniche non sono al corrente di questi software (e si fidano anche poco a scambiare i propri dati su internet e/o  a lasciarli in storage su server ignoti).
Circa la ricerca delle informazioni, utilizzano i tool e metodi messi a disposizione dal sistema operativo (per la maggioranza di loro è windows). Riportano che spesso questi strumenti non recuperano l’informazione cercata.

Come risolverebbero il loro problema con il vostro prodotto?

Qui si deve immaginare.  Come si sentirebbero una volta risolto il problema? felici? soddisfatti? Sai dire cosa li farebbe decidere ad acquistare? e perchè?

Per Aeolian: Sarebbero facilitati nell’organizzazione dei dati da una struttura ‘guidante’ (affordance nel design). Una struttura più ordinata e meglio organizzata aiuterebbe ad evitare la duplicazione delle informazioni e faciliterebbe la ricerca.
Vedere l’evoluzione della ricerca al variare dei filtri aiuterebbe a ritrovare le cose con maggiore facilità.
Poter ritrovare delle cose perdute ci rende felici.
Vedere delle strutture eleganti e ben disegnate è appagante.

4. Organizational map & customer influence map

Fare una lista di tutte le persone che saranno influenti. Se ci si rivolge al mondo Business, si cerchi di tracciare un organigramma. Oggi, con Linkedin e facile!

5. ROI justification

Sapreste calarvi nei panni del vostro customer così bene da poter conoscere il Roi relativo all’impiego del vostro prodotto? Se, si, quando parlerete con lui, lo lascerete a bocca aperta, dimostrando competenza e conoscenza del suo ‘dominio’. Si applica bene ai casi ‘Business’, un po’ più difficile per prodotti a larga diffusione.

6. Minimum feature set

Qual’è l’insieme delle feature minime che il cliente desidera?

Lean Startup 2/10 – Scrivere delle ipotesi sul prodotto

11.03.2011 1 commento

AeolianLa customer discovery di Steve Blank prevede la redazione di due documenti iniziali e alcuni assunti fondamentali su quello che si vorrebbe intraprendere (mission statement – what we’re thinking when we are out raising money – e core values – ne ho parlato alcune settimane fa). I due documenti riguardano le ipotesi di prodotto e le ipotesi sui customer. Riporto qui alcuni appunti riguardanti le ipotesi di prodotto per il progetto Aeolian. Lo faccio senza alcun problema perchè non c’è nessun segreto e spero possano servire ad altri come esempio o punto di partenza. Inoltre sono delle ipotesi iniziali, in seguito evolute.

Ipotesi di Prodotto

1. Product Features

Cosa fa il prodotto, quali sono le caratteristiche fondamentali?

  • fa ordine
  • da’ una visione di insieme dei dati – infodesign
  • è ben disegnato
  • è usabile (semplice e comprensibile)
  • è organico ed evolutivo
  • è distribuito (device transparency – inizialmente tramite dropbox)
  • permette di trovare le cose più facilmente ed efficacemente
  • arricchisce i file di infomazioni – (augmented info – metadati)

L’elenco è stato completato anche con numerosi disegni e fumetti che mostrano come funziona il prodotto.

2. Product Benefits

Che benefici trarrà l’utente?

  • permette di avere una visione d’insieme dei dati
  • facilità la ricerca
  • facilita l’organizzazione delle informazioni
  • è disponibile ovunque su qualsiasi (molte) piattaforme.
  • permette di arricchire i file di informazioni (senza modificare i file, con metadati) (prima a mano e poi in con un agente)

3. Intellectual Property

E’ possibile brevettare, tutelare o proteggere l’idea?

4. Dependencies Analisys

Cosa potrebbe influire sull’adozione o l’uso del prodotto? come cambiano le abitudini dei customer utilizzando il prodotto?

  • se su web usiamo html5, è necessario attendere che la tecnologia si consolidi. Ad oggi solo pochi browser la supportano e ci sono differenze tra i browser. Quindi saremmo utilizzabili solo con alcuni particolari browser; e la gente non cambia volentieri browser.
  • se realizzato in java, potrebbereo esserci problemi di installazione su alcune piattaforme. Alcuni utenti potrebbero non averlo installato.
  • se dovesse girare su martphone, si dovrebbe attendere una maggior diffuzione degli stessi ed una diminuizione dei costi di navigazione e telefonia.
  • se siamo troppo lenti nel raggiungere il mercato, potremmo essere facilmente superati da altre tecnologie/soluzioni o concorrenti.

5. Product Delivery Schedule

15.02 – demo semi funzionante – per il questionario
01.03 – alpha
01.04 – beta

6. Total cost of ownership / adoption

Quali sono i costi (diretti, indiretti, nascosti…) legati all’uso del prodotto?

  • costo di entrata nella nuova platform (stima – riferita al cliente)
  • valutazione dell’eventuale costo di uscita (?)
  • devono abbandonare l’odierno explorer: sono disposti a farlo? a che condizioni?
  • step inizale per abituarsi al nuovo?

Lean Startup 2/10 – Il questionario sul problema

AeolianNelle scorse settimane abbiamo tenuto una serie di colloqui informali e non con possibili clienti. Abbiamo seguito un questionario. Per aumentare il numero di dati raccolti abbiamo preparato una survey. Tra un’impegno e l’altro siamo riusciti a lanciarlo solo l’altro ieri. Sulla base delle informazioni raccolte abbiamo già modificato alcune ipotesi riguardanti la soluzione e stiamo per toenare ‘out of the buildings’ con domande ed interviste riguardanti una possibile soluzione.

La survey sul problema è ancora attiva e se qualcuno volesse regalarmi 5 minuti di tempo, gliene sarei vermente grato!

Lean Startup 2/10 – Scrivere delle ipotesi sulla startup

09.02.2011 3 commenti

AeolianSeguendo il percorso di Steve Blank per la Customer Development, ci imbattiamo subito nel compito di dover definire alcune ipotesi iniziali. Le stiamo raccogliendo in un documento. In quella che Blank chiama la “fase 0″, è necessario definire il “Mission Statement”. E’ quello che penseremo quando saremo “fuori a caccia di soldi” – tradotto letteralmente. Quindi i Core Values che daranno la linea guida e saranno i nostri punti fermi (anche nei momenti di sconforto).

  • MISSION STATEMENT – (what we’re thinking when we are out raising money): quindi qualcosa del genere... “Vorremmo fornire ai nostri clienti qualcosa che valga quello che pagano e che li aiuti veramente, ogni giorno. Qualcosa che prima di tutto è nato per nostra necessità…”
  • CORE VALUES – mi immagino cose del tipo: “onestà, qualità, eccellenza…” Non più di 5.

Non è facile trovare una mission e dei valori solidi e convincenti. Ci ho provato per alcuni giorni. Quando c’è qualcosa di buono, comunnque, ve ne accorgete di sicuro. Puntare sulla qualità è sparare alla crocerossa… tutti dichiarano di puntare alla qualità e ad avere prezzi competitivi, così come darvi maggior valore.

Ho trovato d’aiuto nello svolgere questo compito il libro di Guy Kawasaky – Art of the start. [Ne trovate un riassunto in un post di alcuni giorni fa]

Elevator Pitch di Aeolian a Padova – 13.10.10

Non ho mai pubblicato il pitch tenuto a Padova il 13 ottobre 2010 per la Telecom Working Cup. Rimedio subito. Non ci sono segreti e dubito che possano trapelare da queste slide molto ‘pubblicitarie’.

Avevo 4 minuti di tempo per illustrare il tutto: il tempo di una corsa in ascensore con un possibile investitore. Pochi testi, immagini che raccontano una storia, grandi font.

Lean Startup 2/10 – Testare la Value Proposition

Bene, siamo al passo 2. Ieri abbiamo parlato della soluzione. Sappiamo rispondere alla domanda: qual è il tuo prodotto (o servizio)? Aiutati da disegni e fumetti, abbiamo messo dei paletti e chiarito alcuni punti. Non tutti, ma qualcuno si. E’ certo più che un’idea e già oggi sono iniziati gli sviluppi del prototipo che utilizzeremo nei prossimi step. Abbiamo scritto il numero minimo di feature da includere (più che scritto, disegnato). Abbiamo parlato anche dei possibili Customer Segment e come fare per verificarli.

Nel corso della serata abbiamo scritto un questionario incentrato su un approfondimento del problema e su una proposta di soluzione. Vorremmo capire se le persone del nostro target potranno trarne giovamento e ritengono utile quanto vorremmo proporre loro. A breve il questionario sarà on-line (grazie a LineSurvey) ed inizieremo a diffonderlo. Ci siamo dati un tempo di 2 settimane e un centinaio di contatti. Il pass/fail è stato fissato per un 70% di riscontri positivi.

In queste settimane la nostra attenzione è tutta sul problema… infatti continuiamo a scorgere possibili concorrenti o soluzioni simili. La cosa non ci spaventa ed è anche prevedibile. Puntiamo molto sul design e l’usabilità per differenzarci dal resto dei concorrenti.

Nel frattempo mi sono appuntato di iniziare anche a definire la mission e i valori della nostra StartUp.

Questo è tutto, si prosegue.

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