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Allenare la fantasia: inventori non si nasce!

Proseguo il post “Scavalcare lo steccato bianco: pensiero laterale per innovatori”.

Una buona tecnica per stimolare il pensiero laterale è il brainstorming. Nulla di nuovo credo, e non sto neppure a spiegare come si debba fare.
L’unica difficoltà in tale tecnica è che non la puoi provare da solo. Invita altre persone, conoscenti, colleghi e se puoi, persone estranee al dominio che vuoi esplorare.
Definisci bene il problema che vuoi esplorare o approfondire: non troppo generico (la pace nel mondo?!) e neppure troppo ristretto (per evitare di suggerire già una soluzione).
Cosa si vuole ottenere? si vogliono generare stimoli, sfruttando la sospensione del giudizio. La seduta è condotta da un mediatore che evita che si divaghi troppo e che i partecipanti intervengano giudicando le idee. Il mediatore garantisce anche che tutti diano il proprio contributo. Il ruolo del mediatore può essere assunto a turno dai vari partecipanti. E’ bene che ci sia anche una persona che prenda nota delle idee, magari su una lavagna.
In queste sedute si può dire di tutto. Lo scopo è quello di generare spunti, magari inediti e di sviluppare nuovi approcci. Le idee raccolte andrebbero in seguito analizzate ed approfondite.

Altre utili tecniche

Trova un’analogia – trova qualcosa che ricordi il tuo problema… ma anche no! forza la cosa. Per esempio: “se la soluzione al mio problema fosse come un bicchiere d’acqua, come sarebbe?” – e via ad elencare caratteristiche riportabili al problema: “trasparente, liquida, mobile, reintegrabile (pensando di aggiungere nuova acqua), commestibile!”.
Si tratta di costruire una storia, cercare di collegarla al problema e di esplorarne gli aspetti.

Punto d’accesso – siamo abituati ad entrare dalla porta principale, non dalle finestre. Cambia abitudini! L’inizio è un punto d’accesso scontato, lo stesso vale per la fine. Non trovi alternative o non ne esistono? creale. Spezza il tutto in sotto parti, si creeranno nuovi ingressi.

Stimolo casuale – quando si è bloccati su un idea o senza idee, è come essere sul fondo di una scodella: si torna sempre sul fondo! Come fare per uscire? serve un stimolo forte ed inaspettato. Il brainstorming genera molti stimoli di queto tipo, ma non vi si può ricorrere in solitaria. E quindi? Potete usare le “Oblique Strategies” di Brian Eno, ma basta un po’ di fantasia: un dizionario aperto a caso, ma anche un qualsiasi libro o rivista.

Infine, per essere creativi bisogna avere una mentalità aperta. Le tecniche servono, ma è necessario avere un atteggiamento aperto e curioso. Interessatevi di tutto, leggete libri e riviste di ogni tipo. Curiosate, osservate. Lasciatevi contaminare. Parlate con persone che hanno interessi diversi dai vostri e cercate di pranzare, una volta a settimana, con persone che NON lavorano nel vostro campo!
Coltivate la vostra fantasia!

Generare nuove idee con le oblique strategies

23.03.2011 1 commento

Proseguendo il tema dell’ultimo post, segnalo le ‘oblique strategies’: sono dei mazzi di carte creati da Brian Eno (il musicista!) per generare alternative (una sorta di Ching). Ricordano un po’ alcune tecniche del pensiero laterale. Alcune carte riguardano l’ambito musicale, ma molte danno indicazioni molto generiche ed adatte ad ogni circostanza (anche al business e sopratutto agli innovatori).

Sono consultabili anche on line. Provate!

Scavalcare lo steccato bianco: pensiero laterale per innovatori

22.03.2011 3 commenti

Cos’è il pensiero laterale?(1)

A scuola ci addestrano alla logica e al ragionamento (2). Questo accade fin dai primi giorni di asilo o scuola materna. Gli esercizi che ci fanno compiere sviluppano maggiormente l’emisfero sinistro, quello logico.
Ci addestrano ai simboli e al loro utilizzo. Le capacità logiche prendono il sopravvento e i simboli dominano i nostri pensieri.
Creiamo anche dei modelli. Sequenze temporali di fatti vengono registrate come un modello ed ogni volta che quei fatti si ripresentano ai nostri sensi, il modello si rafforza. Un modello mentale è come un blocco di gelatina scavato dall’acqua: un canyon. Più acqua passa più il canyon si scolpisce. Da tali canyon è difficile uscire. Sono fondamentali, ma ingabbiano i nostri pensieri. Creano utili e rapidi schemi che intrappolano la fantasia.
Il pensiero logico è verticale: ha un inizio ed arriva ad una fine, una conclusione. Si basa sui modelli per compiere i passi necessari.
Il pensiero laterale cerca di fuoriuscire dalla rigidità dei modelli mentali. Può apparire insensato, ma cerca nuove possibilità, nuove strade. Potremmo chiamarlo ‘fantasia‘, e non è un talento innato. Si può allenare ed esercitare.
Per un innovatore è fondamentale (non solo per loro!). Una start-up nasce da un’idea, da una novità, una innovazione.
Il pensiero laterale mette il seme, e lo fa con metodo. Spazia ed esce dai canyon: lo fa generando stimoli.

La pratica del pensiero laterale – cosa accade oltre lo steccato bianco?

Si può essere fantasiosi e ci si può allenare a farlo. Esistono delle tecniche applicabili a qualsiasi situazione.
Provo ad elencarne qualcuna.

Il pensiero laterale va utilizzato per produrre varianti e per produrne molte. Solo in seguito si approfondirà con il pensiero ‘verticale’ quanto generato.

1. Generare alternative – hai un problema e vuoi trovare delle soluzioni alternative. Al centro di un foglio scrivi il problema; racchiudilo in un tondo e traccia dei rami. Quante soluzioni vorresti trovare: 5? ok, traccia 5 rami. Ora, senza pensarci troppo e in 10 minuti al massimo, prova a scrivere 5 possibilità. Spara a zero, senza ragionare troppo. Osa senza vergognarti di pensieri stupidi o scontati.


Il pensiero laterale funziona così: spazia, esplora cerca alternative. Questo ‘trucco’ in effetti potrebbe non essere così immediato, ma nel tempo e con un po’ di pratica, ci si riesce senza difficoltà.
2. alterare i presupposti – ci sono delle ipotesi iniziali? modificale. Utilizza il “what-if”. Hai come presupposto un server con sistema windows? cosa accadrebbe se fosse linux? Hai ipotizzato di vendere ciambelle in una location in affitto? what-if questa location foasse un camioncino rosso preso a noleggio?

3. confini – esistono dei confini? rompili, attraversali: cosa accade oltre allo steccato bianco?

Ci sono dei livelli predefiniti? sorpassarli, aggirarli o annullali. A volte nel compiere queste operazioni ci si sente come se si imbrogliasse: non è sbagliato e va benissimo. State massacrando i modelli mentali e, giustamente, i vostri modelli si lamentano: “hei, non puoi fare così, le regole non sono queste.”
4. i perchè – Vi ricordate quando da bambini chiedevate sempre il perchè di tutto? era un gioco senza fine. Applicatelo al probelma e mettete tutto in discussione. Applicate un perchè ad ogni cosa. Capirete molte cose ed emergeranno i meccanismi delle cose. Molti assunti non hanno solidi fondamenti: sono così perchè da sempre si fa così. I perchè polverizzeranno queste ipotesi e vi daranno nuove visioni.

5. sospendere il giudizio. Il processo logico parte da un punto iniziale ed arriva ad un punto finale: segue un percorso che implica una serie di sequenze o scelte logiche. Ogni passo è giudicato ed è logico. Un passo ‘vietato’ viene stroncato dal giudizio. Il pensiero logico può anche partire dalla conclusione e retrocedere fino all’ipotesi iniziale (fig1).  A volte però si giunge ad un punto morto e non si riesce ad avanzare (fig 2).

Immagina di partire dal punto C (fig 3). In tale posizione potrebbero essere ammissibili 2 vie: quella verso B e quella verso D – che da A non era ‘visibile’. Passiamo allora da C a D. In D è possibile arrivare ad A per una nuova via.
6. idea dominante – Il problema che stai analizzando è caratterizzato da un’idea dominante? La sai individuare? cerca di farlo nel modo più preciso possibile. Individuata l’idea, evitala! Più l’idea è definita e più è facile evitarla.
7. fattore cruciale – è un elemento che deve sempre essere incluso. E’ un vincolo e può immobilizzarti in una situazione impedendoti il cambiamento. Spesso un fattore cruciale è un presupposto. Scovalo ed analizzalo. Se è un presupposto, trattalo come tale (punto 2).
8. frazionare – i modelli tendono a consolidarsi e a crescere. A volte si uniscono. Per andare in controtendenza, prova a dividere in piu modi il problema. Ci sono modi più naturali per dividere le cose ed altri meno intuitivi. Modi regolari e altri che non sfruttano nessuna simmetria. A volte si possono dividere le cose in blocchi completemante separati, oppure avere blocchi che si possono anche sovrapporre. Quando hai scomposto il problema, prova a ricomporlo in modo differente.
9. invertire – puoi individuare una direzione o un ordine? prova ad invertirlo. Devi realizzare un a macchina che raccoglie e confeziona ortaggi? prova a pensare a qualcosa che prima confeziona e poi raccoglie. Potreste far crescre i germogli dentro a dei vasetti e poi raccogliere i vasetti. In giappone lo fanno con le angurie per risparmiare spazio e renderle più trasportabili.

10. dividere – dividi in 2 parti e poi ogni parte ancora in 2 sotto parti (a volonta!). Dividi libreramente, equamente oppure no. La divisione forzata obbliga a ripensare le cose e ad organizzarle in modo diverso.

Per oggi mi fermo qui. Esistono altre tecniche, le descrivero’ in un prossimo post.

(1) – note e appunti liberamente tratti dal libro ‘Creatività e pensiero laterale’ di Edward de Bono.

(2) – forse prima che sfasciassero il sistema scolastico italiano. Ora c’è il rischio che non si sviluppi più ne l’emisfero destro, ne il sinistro. E non certo per colpa degli insegnanti.

Una mappa mentale per il nome del GAS

Mappa Mentale per il G.A.S.

Il GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) di cui faccio parte ha deciso di rinnovare il nome, creare un Blog e farsi conoscere sul territorio. Il nome originario era ‘Gassano’. Gassano perchè è un GAS di San Giuliano Milanese. Il nome non piace molto.

Come trovare un nuovo nome? Io propongo un metodo che impiega le mappe mentali. Ho iniziato buttando giù, a mente libera, sul foglio tutte le parole chiave inerenti al tema. Le parole sono relazionate tra di loro, quindi le ho collegate con dei tratti. Ho aggiunto anche colori e disegni (l’ho fatto in autobus!). La mappa risultante mi suggerisce molte possibilità. Puo’ essere utilizzata per un brainstorming e così faremo. L’ho inviata a tutti ed ho chiesto loro di stamparsela e proseguire o di crearne una tutta loro, in preparazione alla riunione per la scelta del nuovo nome.

Le mappe mentali sono molto efficaci in queste circostanze!

Per chi volesse avere qulche informazione in più, consiglio un libro di Tony Buzan – Mappe Mentali.

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