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Articoli taggati ‘innovare’

SCAMPER? 7 domande per stimolare.

Vi parlo oggi della tecnica SCAMPER di Bib Eberle. E’ una versione ridotta dell’elenco di domande proposto da Alex Osborn, fondatore dell’agenzia pubblicitaria bbdo (è l’inventore del brainstorming).
Le domande vogliono stimolare nuovi punti di vista o mettere in crisi gli assunti consolidati difficili da abbandonare. Stimolano l’utilizzo del pensiero laterale. Per chi ha letto DeBono non sono nulla di nuovo, hanno il vantaggio di essere richiamabili con la pratica formula mnemonica SCAMPER.

Quindi, mettete alla prova il vostro prodotto/idea/soluzione con le seguenti domande:

Substitute? – posso sostituire delle parti, funzioni, materiali?
Combine? – è possibile aggiungere funzioni o combinare l’oggetto con altri oggetti?
Adapt? – posso adattare l’aspetto o le funzioni?
Modify? – è possibile modificare funzioni o dimensioni, forme, colori (agite sui 5 sensi).
Put to other use? – si potrebbe utilizzare in altri modi? sia da solo che in combinazione con altri oggetti.
Eliminate? – sfoderate il vostro rasoio di Occam ed elimimate: cosa posso togliere? ci sono parti o elementi superflui?
Reverse? – rovesciatelo, usatelo al contrario, sottosopra, invertite la sequenza d’uso.

Trovare nuove strade con le matrici di Zwicky: le scatole morfologiche

“Il compito non è vedere quanto nessuno ha visto ancora, ma pensare quello che ancora nessuno ha pensato su ciò che tutti vedono” – Schopenhauer

Conoscevo una musicista che si struggeva per cercare un nuovo stile musicale. Era forte di una sua convinzione: studiare troppo la musica, lo avrebbe condizionato, perché non avrebbe saputo creare qualcosa di veramente nuovo, ma sempre una ricombinazione di quanto già esistente. Credo che questa idea sia sbagliata e nociva. Intanto è una scusante per la pigrizia. Non posso cercare una scorciatoia per l’innovazione pretendendo di isolarmi e chiudere gli occhi. Il fatto di essere completamente vergini e di aver di fronte a se la tabula rasa, non garantisce certo l’innovazione. Anzi, è molto probabile che ignorando completamente un’argomento, si ricaschi inevitabilmenbte in tutti gli errori già commessi e in tutte le soluzioni già proposte. Per innovare è necessario studiare ed essere competenti.
Anche il timore che la propria idea non sia altro che una ricombinazione di idee già esistenti è infondato: se il mix (benriuscito) è inedito, è counque una novità. In fondo siamo circondati da idee che sono la combinazione di altre idee.

Parlare di mix potrebbe far pensare solo alla somma di proprietà, ma considerate ogni possibilità: potreste sottrarre una cosa ad un’altra, oppure invertirne una o cambiare l’ordine o magari considerare solo alcune caratteristiche dei componenti originali.

Vi propongo un metodo per innovare ricombinando ideato da Fritz Zwicky, un fisico svizzero. Zwicky battezzò la sua tecnica con il nome di “scatole morfologiche”:
1. definite precisamente l’argomento della vostra esplorazione: in che campo volete innovare? auto? cibo? social network?
2. individuate dei parametri rilevanti che riguardano il vostro futuro prodotto e quelli esistenti (sforzatevi di trovarne più che potete);
3. per ogni parametro sforzatevi di trovare una serie di valori possibili (anche improbabili!);
4. disegnate una tabella disponendo all’inizio di ogni riga il parametro e nelle successive caselle della riga i possibili valori che possono comparire;
5. individuate dei casi esistenti e diagrammateli come nelle figure seguenti.

Supponiamo di voler trovare un nuovo mezzo di trasporto urbano. Cerco una serie di parametri e valori e li rappresento su una matrice.

Matrice "vergine", pronta per l'uso

Quindi analizziamo e diagrammiamo alcuni casi noti.

Skate

RollerBlade

Ora proviamo ad inventare toccando delle aree “scoperte”:

Qualcosa di nuovo?

 

Per procedere in modo sistematico si dovrebbero individuare tutte le soluzioni attualmente esistenti e quindi cercare quella soluzione che si differenzia da tutte le altre. Vi sembra una storia già sentita? Magari avete letto da poco Blue Ocean Strategy (BOS)! Si, ci sono parecchie somiglianze, tanto da pensare che la BOS sia l’applicazione delle matrici di Zwicky ad un elemento del business.

I parametri si possono disporre anche su strutture a più dimensioni (cubi o ipercubi) ma si potrebbero avere delle difficoltà nel rappresentarli.

 

Strumenti per scrivere

Qual’è il miglior strumento per scrivere? Mi verrebbe da rispondere l’editor vi, ma è troppo spartano.
Per me non c’è nulla di meglio di un editor di solo testo. Quando ero ancora utente Windows prediligevo Crimson Editor (ora Emerald Editor). Ora su Linux uso sempre gedit.
Perchè? Perchè non distrae. Quando scrivo, scrivo e basta. Non mi deve interessare il font, il colore, il grassetto e la formattazione.
Il lavoro di publishing viene dopo. Alla peggio con un word processor tipo Word o il Writer di OpenOffice. Per lavori più seri e precisi è insostituibile Scribus (o programmi analoghi).

Per concludere: non lasciatevi distrarre dagli optional, siate essenziali. Per scrivere non serve altro che una matita ed un tovagliolo. Se siete fortunati una tastiera con notepad. Le ispirazioni vengono nei momenti più impensati. E’ per questo che è bene armarsi di un taccuino da tenere sempre in tasca.

Se non sapete bene cosa e coem scrivere vi consiglio un mio post con una piccola bibliografia sull’argomento. Buona lettura… scrittura!

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Allenare la fantasia: inventori non si nasce!

Proseguo il post “Scavalcare lo steccato bianco: pensiero laterale per innovatori”.

Una buona tecnica per stimolare il pensiero laterale è il brainstorming. Nulla di nuovo credo, e non sto neppure a spiegare come si debba fare.
L’unica difficoltà in tale tecnica è che non la puoi provare da solo. Invita altre persone, conoscenti, colleghi e se puoi, persone estranee al dominio che vuoi esplorare.
Definisci bene il problema che vuoi esplorare o approfondire: non troppo generico (la pace nel mondo?!) e neppure troppo ristretto (per evitare di suggerire già una soluzione).
Cosa si vuole ottenere? si vogliono generare stimoli, sfruttando la sospensione del giudizio. La seduta è condotta da un mediatore che evita che si divaghi troppo e che i partecipanti intervengano giudicando le idee. Il mediatore garantisce anche che tutti diano il proprio contributo. Il ruolo del mediatore può essere assunto a turno dai vari partecipanti. E’ bene che ci sia anche una persona che prenda nota delle idee, magari su una lavagna.
In queste sedute si può dire di tutto. Lo scopo è quello di generare spunti, magari inediti e di sviluppare nuovi approcci. Le idee raccolte andrebbero in seguito analizzate ed approfondite.

Altre utili tecniche

Trova un’analogia – trova qualcosa che ricordi il tuo problema… ma anche no! forza la cosa. Per esempio: “se la soluzione al mio problema fosse come un bicchiere d’acqua, come sarebbe?” – e via ad elencare caratteristiche riportabili al problema: “trasparente, liquida, mobile, reintegrabile (pensando di aggiungere nuova acqua), commestibile!”.
Si tratta di costruire una storia, cercare di collegarla al problema e di esplorarne gli aspetti.

Punto d’accesso – siamo abituati ad entrare dalla porta principale, non dalle finestre. Cambia abitudini! L’inizio è un punto d’accesso scontato, lo stesso vale per la fine. Non trovi alternative o non ne esistono? creale. Spezza il tutto in sotto parti, si creeranno nuovi ingressi.

Stimolo casuale – quando si è bloccati su un idea o senza idee, è come essere sul fondo di una scodella: si torna sempre sul fondo! Come fare per uscire? serve un stimolo forte ed inaspettato. Il brainstorming genera molti stimoli di queto tipo, ma non vi si può ricorrere in solitaria. E quindi? Potete usare le “Oblique Strategies” di Brian Eno, ma basta un po’ di fantasia: un dizionario aperto a caso, ma anche un qualsiasi libro o rivista.

Infine, per essere creativi bisogna avere una mentalità aperta. Le tecniche servono, ma è necessario avere un atteggiamento aperto e curioso. Interessatevi di tutto, leggete libri e riviste di ogni tipo. Curiosate, osservate. Lasciatevi contaminare. Parlate con persone che hanno interessi diversi dai vostri e cercate di pranzare, una volta a settimana, con persone che NON lavorano nel vostro campo!
Coltivate la vostra fantasia!

Generare nuove idee con le oblique strategies

23.03.2011 1 commento

Proseguendo il tema dell’ultimo post, segnalo le ‘oblique strategies’: sono dei mazzi di carte creati da Brian Eno (il musicista!) per generare alternative (una sorta di Ching). Ricordano un po’ alcune tecniche del pensiero laterale. Alcune carte riguardano l’ambito musicale, ma molte danno indicazioni molto generiche ed adatte ad ogni circostanza (anche al business e sopratutto agli innovatori).

Sono consultabili anche on line. Provate!

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