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Articoli taggati ‘innovazione’

IED for future – pinguini e garage

Sono stato invitato allo IED come rappresentante di FrankensteinGarage / FabLab Milano.
Mi sono sentito una formichina tra i giganti. Prima e dopo di me hanno parlato: Massimo Temporelli , Selene Biffi, Riccardo Blumer, Arnolrdo Mosca Mondadori, Roberta Molin Corvo, Duccio Machnitz, Andrea Cattabriga.

IED for Future – Sabato 12 maggio 2012 -
Spazio Anteo – Milano

“IED For Future è il progetto di ricerca applicata sul contemporaneo, attivo dal 2012 fino all’Expo 2015, coordinato da IED Centro Ricerche e realizzato con la collaborazione di enti istituzionali, aziende, ricercatori, professionisti e studenti.
IED For Future è anche un evento, una conferenza con diversi relatori del mondo della cultura che forniranno pensieri, storie e ispirazioni per trasformare l’oggi in opportunità di innovazione e stimolare i giovani a ridisegnare il proprio futuro professionale e non.
È dalla condivisione di idee, che nascono nuove idee.”

Ho preso nota di tutto con delle mappe mentali. Vi racconterò l’evento partendo da Massimo Temporelli (Il garage come modello d’impresa) con cui mi sono piacevolmente intrattenuto prima dell’evento, ci ha fatto osservare che l’innovazione è giovane. Sui libri di storia i grandi innovatori del passato – Newton, Einstein, Darwin per citarne qualcuno – compaiono tutti in eta’ avanzata e con gran sfoggio di barbe e baffi, quasi a sottolineare la maturità o la saggezza della figura. In effetti le loro ‘invenzioni’ sono nate tutte attorno ai 25 anni di età.

La soglia si sta abbassando e lo vediamo per le ‘invenzioni moderne’: siti come facebook, google o per la Apple fondati da ragazzi poco più che ventenni.

Massimo ha parlato anche del garage, luogo da cui molte innovazioni sono partite. Il garage è un sistema aperto, locale e flessibile.
E’ un sistema aperto perchè può spalancare una delle sue pareti per scambiare energia con l’esterno. Sono temi che conosco bene perchè anche noi siamo partiti da un garage e nel garage lavoriamo ancora. Abbiamo aperto il garage seguendo l’idea dei fablab: per farvi entrare le persone.
Una frase mi ha colpito: esistono molte aziende con piccole porte che non fanno uscire i dipendenti.
Conosco bene il fenomeno. Le porte in questo caso non sono solo fisiche: impedire che i propri dipendenti non possano utilizzare liberamente mezzi di comunicazione come Internet o il telefono sono atteggiamenti miopi e medioevali.

Gli innovatori sono testardi e solitari? Si, quasi come un pinguino impazzito!
Un toccante video di Werner Herzog ci racconta la storia di pinguini impazziti che lasciano il loro gruppo dirigendosi verso le montagne o l’interno. Anche se fermati o riportati al gruppo, ripartono subito per la loro meta.
Motti come “Never give up” o “se non ci credi tu, non ci crede nessuno” ricordano la testardaggine di questi pinguini, tipica di molti innovatori che difficilmente si scoraggiano e proseguono verso una meta che solo loro possono scorgere.

Deranged Penguin – Encounters at the end of the world
http://www.youtube.com/watch?v=x7kdDeGXUjI

Rules of the garage – le regole del garage affisse nel garage di David Packard and Bill Hewlett:

  •     Believe you can change the world.
  •     Work quickly, keep the tools unlocked, work whenever.
  •     Know when to work alone and when to work together.
  •     Share tools, ideas. Trust your colleagues.
  •     No Politics. No bureaucracy. (These are ridiculous in a garage).
  •     The customer defines a job well done.
  •     Radical ideas are not bad ideas.
  •     Invent different ways of working.
  •     Make a contribution every day.
  •     If it doesn’t contribute, it doesn’t leave the garage.
  •     Believe that together we can do anything.
  •     Invent.

[Continua...]

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SCAMPER? 7 domande per stimolare.

Vi parlo oggi della tecnica SCAMPER di Bib Eberle. E’ una versione ridotta dell’elenco di domande proposto da Alex Osborn, fondatore dell’agenzia pubblicitaria bbdo (è l’inventore del brainstorming).
Le domande vogliono stimolare nuovi punti di vista o mettere in crisi gli assunti consolidati difficili da abbandonare. Stimolano l’utilizzo del pensiero laterale. Per chi ha letto DeBono non sono nulla di nuovo, hanno il vantaggio di essere richiamabili con la pratica formula mnemonica SCAMPER.

Quindi, mettete alla prova il vostro prodotto/idea/soluzione con le seguenti domande:

Substitute? – posso sostituire delle parti, funzioni, materiali?
Combine? – è possibile aggiungere funzioni o combinare l’oggetto con altri oggetti?
Adapt? – posso adattare l’aspetto o le funzioni?
Modify? – è possibile modificare funzioni o dimensioni, forme, colori (agite sui 5 sensi).
Put to other use? – si potrebbe utilizzare in altri modi? sia da solo che in combinazione con altri oggetti.
Eliminate? – sfoderate il vostro rasoio di Occam ed elimimate: cosa posso togliere? ci sono parti o elementi superflui?
Reverse? – rovesciatelo, usatelo al contrario, sottosopra, invertite la sequenza d’uso.

Trovare nuove strade con le matrici di Zwicky: le scatole morfologiche

“Il compito non è vedere quanto nessuno ha visto ancora, ma pensare quello che ancora nessuno ha pensato su ciò che tutti vedono” – Schopenhauer

Conoscevo una musicista che si struggeva per cercare un nuovo stile musicale. Era forte di una sua convinzione: studiare troppo la musica, lo avrebbe condizionato, perché non avrebbe saputo creare qualcosa di veramente nuovo, ma sempre una ricombinazione di quanto già esistente. Credo che questa idea sia sbagliata e nociva. Intanto è una scusante per la pigrizia. Non posso cercare una scorciatoia per l’innovazione pretendendo di isolarmi e chiudere gli occhi. Il fatto di essere completamente vergini e di aver di fronte a se la tabula rasa, non garantisce certo l’innovazione. Anzi, è molto probabile che ignorando completamente un’argomento, si ricaschi inevitabilmenbte in tutti gli errori già commessi e in tutte le soluzioni già proposte. Per innovare è necessario studiare ed essere competenti.
Anche il timore che la propria idea non sia altro che una ricombinazione di idee già esistenti è infondato: se il mix (benriuscito) è inedito, è counque una novità. In fondo siamo circondati da idee che sono la combinazione di altre idee.

Parlare di mix potrebbe far pensare solo alla somma di proprietà, ma considerate ogni possibilità: potreste sottrarre una cosa ad un’altra, oppure invertirne una o cambiare l’ordine o magari considerare solo alcune caratteristiche dei componenti originali.

Vi propongo un metodo per innovare ricombinando ideato da Fritz Zwicky, un fisico svizzero. Zwicky battezzò la sua tecnica con il nome di “scatole morfologiche”:
1. definite precisamente l’argomento della vostra esplorazione: in che campo volete innovare? auto? cibo? social network?
2. individuate dei parametri rilevanti che riguardano il vostro futuro prodotto e quelli esistenti (sforzatevi di trovarne più che potete);
3. per ogni parametro sforzatevi di trovare una serie di valori possibili (anche improbabili!);
4. disegnate una tabella disponendo all’inizio di ogni riga il parametro e nelle successive caselle della riga i possibili valori che possono comparire;
5. individuate dei casi esistenti e diagrammateli come nelle figure seguenti.

Supponiamo di voler trovare un nuovo mezzo di trasporto urbano. Cerco una serie di parametri e valori e li rappresento su una matrice.

Matrice "vergine", pronta per l'uso

Quindi analizziamo e diagrammiamo alcuni casi noti.

Skate

RollerBlade

Ora proviamo ad inventare toccando delle aree “scoperte”:

Qualcosa di nuovo?

 

Per procedere in modo sistematico si dovrebbero individuare tutte le soluzioni attualmente esistenti e quindi cercare quella soluzione che si differenzia da tutte le altre. Vi sembra una storia già sentita? Magari avete letto da poco Blue Ocean Strategy (BOS)! Si, ci sono parecchie somiglianze, tanto da pensare che la BOS sia l’applicazione delle matrici di Zwicky ad un elemento del business.

I parametri si possono disporre anche su strutture a più dimensioni (cubi o ipercubi) ma si potrebbero avere delle difficoltà nel rappresentarli.

 

Scavalcare lo steccato bianco: pensiero laterale per innovatori

22.03.2011 3 commenti

Cos’è il pensiero laterale?(1)

A scuola ci addestrano alla logica e al ragionamento (2). Questo accade fin dai primi giorni di asilo o scuola materna. Gli esercizi che ci fanno compiere sviluppano maggiormente l’emisfero sinistro, quello logico.
Ci addestrano ai simboli e al loro utilizzo. Le capacità logiche prendono il sopravvento e i simboli dominano i nostri pensieri.
Creiamo anche dei modelli. Sequenze temporali di fatti vengono registrate come un modello ed ogni volta che quei fatti si ripresentano ai nostri sensi, il modello si rafforza. Un modello mentale è come un blocco di gelatina scavato dall’acqua: un canyon. Più acqua passa più il canyon si scolpisce. Da tali canyon è difficile uscire. Sono fondamentali, ma ingabbiano i nostri pensieri. Creano utili e rapidi schemi che intrappolano la fantasia.
Il pensiero logico è verticale: ha un inizio ed arriva ad una fine, una conclusione. Si basa sui modelli per compiere i passi necessari.
Il pensiero laterale cerca di fuoriuscire dalla rigidità dei modelli mentali. Può apparire insensato, ma cerca nuove possibilità, nuove strade. Potremmo chiamarlo ‘fantasia‘, e non è un talento innato. Si può allenare ed esercitare.
Per un innovatore è fondamentale (non solo per loro!). Una start-up nasce da un’idea, da una novità, una innovazione.
Il pensiero laterale mette il seme, e lo fa con metodo. Spazia ed esce dai canyon: lo fa generando stimoli.

La pratica del pensiero laterale – cosa accade oltre lo steccato bianco?

Si può essere fantasiosi e ci si può allenare a farlo. Esistono delle tecniche applicabili a qualsiasi situazione.
Provo ad elencarne qualcuna.

Il pensiero laterale va utilizzato per produrre varianti e per produrne molte. Solo in seguito si approfondirà con il pensiero ‘verticale’ quanto generato.

1. Generare alternative – hai un problema e vuoi trovare delle soluzioni alternative. Al centro di un foglio scrivi il problema; racchiudilo in un tondo e traccia dei rami. Quante soluzioni vorresti trovare: 5? ok, traccia 5 rami. Ora, senza pensarci troppo e in 10 minuti al massimo, prova a scrivere 5 possibilità. Spara a zero, senza ragionare troppo. Osa senza vergognarti di pensieri stupidi o scontati.


Il pensiero laterale funziona così: spazia, esplora cerca alternative. Questo ‘trucco’ in effetti potrebbe non essere così immediato, ma nel tempo e con un po’ di pratica, ci si riesce senza difficoltà.
2. alterare i presupposti – ci sono delle ipotesi iniziali? modificale. Utilizza il “what-if”. Hai come presupposto un server con sistema windows? cosa accadrebbe se fosse linux? Hai ipotizzato di vendere ciambelle in una location in affitto? what-if questa location foasse un camioncino rosso preso a noleggio?

3. confini – esistono dei confini? rompili, attraversali: cosa accade oltre allo steccato bianco?

Ci sono dei livelli predefiniti? sorpassarli, aggirarli o annullali. A volte nel compiere queste operazioni ci si sente come se si imbrogliasse: non è sbagliato e va benissimo. State massacrando i modelli mentali e, giustamente, i vostri modelli si lamentano: “hei, non puoi fare così, le regole non sono queste.”
4. i perchè – Vi ricordate quando da bambini chiedevate sempre il perchè di tutto? era un gioco senza fine. Applicatelo al probelma e mettete tutto in discussione. Applicate un perchè ad ogni cosa. Capirete molte cose ed emergeranno i meccanismi delle cose. Molti assunti non hanno solidi fondamenti: sono così perchè da sempre si fa così. I perchè polverizzeranno queste ipotesi e vi daranno nuove visioni.

5. sospendere il giudizio. Il processo logico parte da un punto iniziale ed arriva ad un punto finale: segue un percorso che implica una serie di sequenze o scelte logiche. Ogni passo è giudicato ed è logico. Un passo ‘vietato’ viene stroncato dal giudizio. Il pensiero logico può anche partire dalla conclusione e retrocedere fino all’ipotesi iniziale (fig1).  A volte però si giunge ad un punto morto e non si riesce ad avanzare (fig 2).

Immagina di partire dal punto C (fig 3). In tale posizione potrebbero essere ammissibili 2 vie: quella verso B e quella verso D – che da A non era ‘visibile’. Passiamo allora da C a D. In D è possibile arrivare ad A per una nuova via.
6. idea dominante – Il problema che stai analizzando è caratterizzato da un’idea dominante? La sai individuare? cerca di farlo nel modo più preciso possibile. Individuata l’idea, evitala! Più l’idea è definita e più è facile evitarla.
7. fattore cruciale – è un elemento che deve sempre essere incluso. E’ un vincolo e può immobilizzarti in una situazione impedendoti il cambiamento. Spesso un fattore cruciale è un presupposto. Scovalo ed analizzalo. Se è un presupposto, trattalo come tale (punto 2).
8. frazionare – i modelli tendono a consolidarsi e a crescere. A volte si uniscono. Per andare in controtendenza, prova a dividere in piu modi il problema. Ci sono modi più naturali per dividere le cose ed altri meno intuitivi. Modi regolari e altri che non sfruttano nessuna simmetria. A volte si possono dividere le cose in blocchi completemante separati, oppure avere blocchi che si possono anche sovrapporre. Quando hai scomposto il problema, prova a ricomporlo in modo differente.
9. invertire – puoi individuare una direzione o un ordine? prova ad invertirlo. Devi realizzare un a macchina che raccoglie e confeziona ortaggi? prova a pensare a qualcosa che prima confeziona e poi raccoglie. Potreste far crescre i germogli dentro a dei vasetti e poi raccogliere i vasetti. In giappone lo fanno con le angurie per risparmiare spazio e renderle più trasportabili.

10. dividere – dividi in 2 parti e poi ogni parte ancora in 2 sotto parti (a volonta!). Dividi libreramente, equamente oppure no. La divisione forzata obbliga a ripensare le cose e ad organizzarle in modo diverso.

Per oggi mi fermo qui. Esistono altre tecniche, le descrivero’ in un prossimo post.

(1) – note e appunti liberamente tratti dal libro ‘Creatività e pensiero laterale’ di Edward de Bono.

(2) – forse prima che sfasciassero il sistema scolastico italiano. Ora c’è il rischio che non si sviluppi più ne l’emisfero destro, ne il sinistro. E non certo per colpa degli insegnanti.

Aeolian @ Working Cup di Padova

Sono finite le presentazioni delle borse di studio: solo 4 minuti per uno. Credo dovro’ accorciare il tiro.
E credo anche che la nostra presentazione sia all’altezza. Molte non erano leggibili ed erano colme di testo con font minuscoli. Molti parlavano guardando la slide proiettata: devo trattenermi dal farlo! E’ troppo brutto da vedere.
Alla fine fanno delle domande imbarazzanti… spero di saper rispondere. O meglio… spero di essermele già poste tutte. A dopo!

Al WorkingCapital di Padova

Questa mattina mi sono svegliato alle 4 e 45; mi è sembrato un po’ di partire per le Grigne: le stesse emozioni.
Sai che sarà bello, e che ti troverai, forse, in situazioni difficili… magari abbracciato al sigaro Dones nella nebbia!
Ora sono le 6, ed eccomi qui, con il vestito nero e la mia ‘valigia di cartone’ piena di speranze: le mie e quelle di tutti gli aeoliani.
Salgo sul treno – carrozza 8, posto 11 – diretto a Padova.
Ieri ho provato più volte il pitch che presentero’ oggi: anche Ele dice di capire, lei che non è tecnica.
E’ un lavoro ben fatto, credo la miglior presentazione che abbia mai fatto.
Dovrebbe trasmettere qualcosa e spero che quel qualcosa venga percepito.
Non venderemo pubblicità, signori, ma CONTENUTI!
A presto!

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