
mappa mont gelé
Si può salire al Mont Gelè in due giornate: la prima è necessaria per salire al rifugio Crete Seche (2410 m) e la seconda per raggiungere la cima (3519 m) attraversando il il ghiacciaio che è considerato semplice in quanto poco o per nulla crepacciato.
Si arriva in auto a Dzovenno; sulla destra della strada, vicino al campeggio comunale c’è un parcheggio in cui lasciare l’auto. Il sentiero per salire al rifugio inizia poco prima del parcheggio, alla sinistra della strada (ovviamente).
Si sale zigzagando nel bosco fino a raggiungere il rifugio. Esiste una scorciatoia che permette di evitare un lungo (ma piacevole) tratto di sentiero. Personalmente credo che non valga la pena di ammazzarsi sulla ripida scorciatoia: avete fretta?
Sulla destra del rifugio parte un sentierino che in meno di mezz’ora porta in una valletta laterale. Lì c’è un nevaio dove con il CAI è stato possibile fare un po’ di lezione teorico pratica sulla progressione in ghiacciaio e anche una prova di caduta.

il nevaio
La seconda giornata inizia alle 5. Probabilmente non sarebbe stata una pessima idea partire anche un po’ prima, soprattutto se le giornate sono calde. Colazione e preparativi richiedono un’ora. Alle 6 si cammina salendo per la traccia che dalla sinistra del rifugio sale nella valle retrostante. Si passa sotto il bivacco Spataro (2600 m), già visibile dal rifugio.

bivacco Spataro
Lasciato alle spalle in bivacco si arriva in una vasta valle ad U, al cui centro scorre un fresco torrente.

la valletta dietro al bivacco
Tenendo la destra del torrente si raggiunge il fondo valle dove si trova la prima neve. Ottimo posto per mettere i ramponi.
Dal fondo della valle si prende a sinistra, salendo per uno stretto e pendente vallone (max 45°). Nel tratto più ripido conviene salire a zig-zag.

Il primo canalino
Si raggiunge un’altra vallata interamente ricoperta di neve e ghiaccio. Siamo già sul ghiacciaio. Col mio gruppo osserviamo le tracce lasciate da chi è passato prima di noi. Una costeggia la valle sulla destra e l’altra l’attraversa centralmente. Prendiamo la seconda e arriviamo ad un secondo ‘muretto’ che in mezz’ora porta al colle del Mont Gelè.

Salita al colle del Gelè
In cima al colle, mentre si riposa un po’, si può ammirare in monte Bianco e la cima del Mont Gelè.
Una traccia in apparenza poco pendente sale verso la cima.

In vista della cima
L’ultimo tratto di 150/200 m di dislivello è abbastanza ripido (> 45°), ma ormai si è arrivati. In poche decine di minuti si raggiunge la vetta da cui non si può non notare il Cervino (oltre al Grand Combine, Il Bianco, il Gran Paradiso, il Monte Rosa…). Il panorama è meraviglioso.

La vetta

Il Cervino alle spalle

Il grand Combine dalla vetta
La salita, in condizioni normali e senza fretta richiede 4 ore e mezza.

La discesa dalla cima
Per scendere serve un po’ meno tempo, anche se noi abbiamo fatto parecchie soste per fare delle foto ed ammirare il panorama.

Panoramica ghiacciaio

dopo il colle del Gelè

relax in riva al torrente
AZIMUTH
da rifugio Crete Seche a Biv.Spataro: 328W fino a quota 2550 – tempo 20′ – ritorno: 148E
da Biv.Spataro ai piedi primo muro: 332W fino a 2750m – tempo 1h – ritorno: 152E
da fondo vallone a Colle del Gelè: 284W fino a 3225m – tempi: 20′ + 1,5h sul muro + 50′ – ritorno: 104E
dal colle alla vetta: 326W fino a 3519m – 40′ + 30′ ultimo muro – ritorno: 146E