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Articoli taggati ‘montagne’

Gassa d’amante

E’ un nodo che si usa per legare la corda all’imbrago. E’ analogo all’8. Si slega facilmente anche se viene stretto molto (a seguito di cadute). E’ rapido da eseguire. Si puo’ usare anche per trainare una macchina in panne!

Ecco la sequenza:

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Salita al Mont Gelè (3519m)

mappa mont gelé

mappa mont gelé

Si può salire al Mont Gelè in due giornate: la prima è necessaria per salire al rifugio Crete Seche (2410 m) e la seconda per raggiungere la cima (3519 m) attraversando il il ghiacciaio che è considerato semplice in quanto poco o per nulla crepacciato.
Si arriva in auto a Dzovenno; sulla destra della strada, vicino al campeggio comunale c’è un parcheggio in cui lasciare l’auto. Il sentiero per salire al rifugio inizia poco prima del parcheggio, alla sinistra della strada (ovviamente).
Si sale zigzagando nel bosco fino a raggiungere il rifugio. Esiste una scorciatoia che permette di evitare un lungo (ma piacevole) tratto di sentiero. Personalmente credo che non valga la pena di ammazzarsi sulla ripida scorciatoia: avete fretta?

Sulla destra del rifugio parte un sentierino che in meno di mezz’ora porta in una valletta laterale. Lì c’è un nevaio dove con il CAI è stato possibile fare un po’ di lezione teorico pratica sulla progressione in ghiacciaio e anche una prova di caduta.

il nevaio

il nevaio

La seconda giornata inizia alle 5. Probabilmente non sarebbe stata una pessima idea partire anche un po’ prima, soprattutto se le giornate sono calde. Colazione e preparativi richiedono un’ora. Alle 6 si cammina salendo per la traccia che dalla sinistra del rifugio sale nella valle retrostante. Si passa sotto il bivacco Spataro (2600 m), già visibile dal rifugio.

bivacco Spataro

bivacco Spataro

Lasciato alle spalle in bivacco si arriva in una vasta valle ad U, al cui centro scorre un fresco torrente.

la valletta dietro al bivacco

la valletta dietro al bivacco

Tenendo la destra del torrente si raggiunge il fondo valle dove si trova la prima neve. Ottimo posto per mettere i ramponi.

Dal fondo della valle si prende a sinistra, salendo per uno stretto e pendente vallone (max 45°). Nel tratto più ripido conviene salire a zig-zag.

Il primo canalino

Il primo canalino

Si raggiunge un’altra vallata interamente ricoperta di neve e ghiaccio. Siamo già sul ghiacciaio. Col mio gruppo osserviamo le tracce lasciate da chi è passato prima di noi. Una costeggia la valle sulla destra e l’altra l’attraversa centralmente. Prendiamo la seconda e arriviamo ad un secondo ‘muretto’ che in mezz’ora porta al colle del Mont Gelè.

Salita al colle del Gelè

Salita al colle del Gelè

In cima al colle, mentre si riposa un po’, si può ammirare in monte Bianco e la cima del Mont Gelè.

Una traccia in apparenza poco pendente sale verso la cima.

In vista della cima

In vista della cima

L’ultimo tratto di 150/200 m di dislivello è abbastanza ripido (> 45°), ma ormai si è arrivati. In poche decine di minuti si raggiunge la vetta da cui non si può non notare il Cervino (oltre al Grand Combine, Il Bianco, il Gran Paradiso, il Monte Rosa…). Il panorama è meraviglioso.

La vetta

La vetta

Il Cervino alle spalle

Il Cervino alle spalle

Il grand Combine dalla vetta

Il grand Combine dalla vetta

La salita, in condizioni normali e senza fretta richiede 4 ore e mezza.

La discesa dalla cima

La discesa dalla cima

Per scendere serve un po’ meno tempo, anche se noi abbiamo fatto parecchie soste per fare delle foto ed ammirare il panorama.

Panoramica ghiacciaio

Panoramica ghiacciaio

dopo il colle del Gelè

dopo il colle del Gelè

relax in riva al torrente

relax in riva al torrente

AZIMUTH

da rifugio Crete Seche a Biv.Spataro: 328W fino a quota 2550 – tempo 20′ – ritorno: 148E

da Biv.Spataro ai piedi primo muro: 332W fino a 2750m – tempo 1h – ritorno: 152E

da fondo vallone a Colle del Gelè: 284W fino a 3225m – tempi: 20′ + 1,5h sul muro + 50′ – ritorno: 104E

dal colle alla vetta: 326W fino a 3519m – 40′ + 30′ ultimo muro – ritorno: 146E

Mt. Legnone in solitaria

4 giugno 2010, ore 4: suona la sveglia.
Faccio colazione ed esco che il cielo già rischiara ad est.
La strada da Lodi fino a Tremenico è lunga. Arrivo alle 6 allo spiazzo del rifugio Roccoli Loria. Un laghetto silenzioso e due tende di tedeschi.
Alle 6 e 30 zaino in spalla e sono sul sentiero. Non si puo’ sbagliare, è molto semplice. Lascio il rifugio sulla destra e mi inoltro nel bosco. Dopo poco, alla mia destra, appare un malga belante – un cartello dice che vendono formaggi. Avanzo con passo svelto. Fa freddo nonostante la soft-shell e il cappello di lana. Mi tiro su anche il cappuccio per ripararmi dal vento. Il sole è già sorto da un pezzo, ma il versante è tutto in ombra.
Passo la prima malga ad Agrogno e dopo un po’ raggiungo pure la seconda malga che sembra abbandonata.
Alle 8 e 30 sono alla Ca de Legn. Mi riposo con cioccolato e coca cola. Mi giro e scorgo la vetta del Legnone. C’è neve un po’ dappertutto. Non moltissima, ma c’è e sembra coprire il sentiero.

La Ca de Legn e la cima del Legnone

Riparto che sono le 9. Restano gli ultimi 500 metri. Dopo poco il sentiero sparisce nella neve che è compatta ed abbastanza dura per i ramponi. Metto via le bacchette e proseguo con ramponi e picca. Si vede un canalone molto ampio di neve compatta. Salirò da li. Per precauzione mi terrò a sinistra.

Il canalone verso la cresta del Legnone

Salgo senza fatica, regolare. Mi volto e dietro di me nessuno. Ad un certo punto decido di farmi una foto e mi accorgo di essere ad una pendenza di una sessantina di gradi.

Autoscatto nel canalone

Si intravede in cima un palo segnavia. Ormai sono in cresta. Mi fermo 5 minuti per riprendere fiato.

Vedo la cima, con la croce. C’è da camminare ancora poco, ma su un tratto molto esposto e per fortuna il vento è calato; ho le mani gelate. Pianto la picca ed avanzo come da manuale, con estrema attenzione. Ogni passo è calcolato. E’ come camminare in cima ad un tetto: e che tetto! Il pezzo più brutto è lungo 30 metri ed è strettissimo: a destra e sinistra il vuoto.

La cresta

Quindi di fronte a me un panettone di 10/15 metri: è la cima!

La croce del legnone

Inizio a salire piantando la picca e muovendo piccoli passi con i ramponi. Li infilzo ben bene nella neve che è ancora dura. Ad un certo momento, mentre salgo su questo muro, mi sento piccolo piccolo. Mi volto e vedo che sono l’unico lassù. Nessuno alle mie spalle. Sono le 10 e qualcosa ed in cima al Legnone ci sono solo io. E’ un misto tra paura, sgomento ed esaltazione per esserci arrivato. Prendo un bel respiro e proseguo. Ma saprò scendere poi?

In vetta!

Finalmente in vetta. Le mani alzate al cielo, tiro un urlo che nessuno può udire. Sono arrivato.

Autoscatto

Mi riposo per mezz’ora cercando di stare il minimo indispensabile: non vorrei che la neve sciogliendosi non mi permetta più di scendere. Faccio fuori le mie due provviste e timoroso e prudente ritorno sulla cresta. La neve è molto più molle ora, ma ormai sono già all’inizio della cresta e sto togliendo i ramponi.

Scendo quasi correndo. Mi fermo alla Ca de Legn, in pieno sole e mi riposo ancora un pochino facendo asciugare l’atrezzatura.

Alle due sono alla macchina.

mappa monte legnone

mappa monte legnone

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Grigna Settentrionale – salita invernale

14.01.2010 1 commento
Racconto della mia salita invernale al Brioschi (escursione del 28.02.2009).
In breve: da Lecco al Balisio, quindi a piedi fino al Pialeral e poi su per la salita invernale alla grigna settentrionale fino al rifugio Brioschi.
tracciato dell'invernale

il tracciato della salita invernale

Mi sveglio alle 5 e parto, da Lodi, per Lecco. Sono al Balisio alle 6 e 30. Lascio un distributore sulla sinistra e subito dopo mi infilo in una stradina. Percorro forse 1 o 2 km e parcheggio in uno spiazzo dove c’è anche un a cappelletta o qualcosa del genere. Albeggia.
Seguo un sentiero che costeggia un bosco. Arrivo fino ai piedi della valanga caduta la settimana prima e che ha sfiorato il pialleral.
Salgo per il bosco fino ad arrivare al pialleral: credo siano le 8.
Dopo mezz’oretta arrivo ai piedi del pendio: si impenna a 30/40 gradi di fronte a me. Si scivola e quindi metto i ramponi. Inizio a salire seguendo il tracciato dei paletti.

la salita alla cresta

A causa di una serie di errori arrivo in cresta alle 10 e 30 e proseguo in direzione sud, seguendo la fune.

il percorso in cresta

il percorso in cresta

Dopo mezz’ora in cresta vedo la croce del Brioschi.
la croce della grigna settentrionale - rifugio brioschi

la croce della grigna settentrionale - rifugio brioschi

Mi riposo al rifugio fino alle 12 e quindi inizio la discesa. Alle 14 e 30 sono tornato al Balisio.
Attrezzatura necessaria:
  • ramponi
  • picozza o bastoncini
Osservazioni:
Nel 2009, la settimana prima della mia salita, c’è stata una valanga proprio su questo versante che ha sfiorato il Pialeral. Prima di avventurarsi nell’impresa è bene chiamare il gestore del rifugio Brioschi chiedendo informazioni sullo stato della salita (Rifugio Brioschi – CAI Milano: 0341-91.04.98). Controllate anche il meteo e il bollettino neve valanghe della regione lombardia.
La salita è abbastanza impegnativa: un dislivello da 500/600 metri con pendenza di 30° (in alcuni punti anche maggiore).
La parete è esposta ad est e nella mattinata vi batte il sole. E’ meglio affrontarla presto, per evitare di trovarsi a camminare nella neve marcia e ridurre i rischi di possibili valanghe.
la valanga vista dal pialeral

la valanga vista dal pialeral

I miei errori:
Non ho fatto colazione sperando di fermarmi al Pialerall: quando sono arrivato al Pialerall era chiuso ed io avevo solo mezzo litro d’acqua, una mela ed un arancio.
Durante la salita mi sono mangiato tutta la mela e l’arancio compresa la buccia. Avevo del cioccolato ma non mi si scioglieva in bocca. Ho sciolto della neve nella borraccia per poter bere, tanto ero assetato.
Ero vestito troppo pesantemente e con una giacca non traspirante. Io sudo molto. Mi sono trovato a salire in maglietta (la giornata lo permetteva: era molto caldo per la stagione).
Avevo uno zaino da soli 20 litri. Troppo poco. Quando ho tolto la giacca, quasi scoppiava.
La mappa:
mappa

mappa balisio -> brioschi

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