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Articoli taggati ‘PMBA’

il cuore delle cose – piccoli meccanismi e grandi sistemi

19.11.2011 1 commento

Il meccanismo chiave di ogni sistema, per quanto grande e complicato sia il sistema, è qualcosa di semplice.
Quando voglio costruire un nuovo sistema è bene concentrarsi sulla funzione principale.
Attorno alla funzione principale faccio crescere tutto il resto. Cercare di progettare e realizzare “il sistemone” tutto in un colpo solo può essere un’impresa titanica, anche perchè i sistemi diventano sempre più complessi e le relazioni tra le parti che li compongono sono sempre più fitte. Il risultato: è molto difficile riuscire a prevedere a tavolino ogni aspetto del prodotto finale.
All’opposto: cercando di capire un sistema, è necessario eliminare tutto l’inessenziale ed arrivare a comprendere la funzione principale del tutto. A volte si potrebbe rimanere stupiti di quello che ci resterà tra le mani.
Provate a fare a pezzi Facebook; quale pensate che sia l’idea “core”? un social network? Troverete un sistema pensato per raccogliere informazioni sugli utenti e fornirle ai suoi clienti che sono le aziende interessate ai dati e alla vendita della pubblicità.
Questo approccio è utilizzabile anche nella creazione di un business. Agli inizi, quando si è “startuppari” si ha spesso molta confusione e si cerca continuamente di arricchire l’idea originale aggiungendo infinite possibilità e variazioni. Il risultato è una grande confuzione e la corruzione dell’idea originale. E’ difficile tenere il focus, l’attenzione, sulla piccola idea centrale su cui si appoggerà il tutto.
E molto meglio essere specializzati (ed essere considerati tali) in un solo piccolo campo che proporsi come solutori di ogni problema del mondo. Pensiamo ad un ristorante: se proponeste solo poche ricette selezionate, la vostra qualità sarà potenzialmente molto alta, se invece volete proporre di tutto per tutti, la vostra qualità sara spalmata su tutte le possibili ricette del menù… ed il vostro tempo è limitato.
Non è detto che poi, con il tempo, vi possiate espandere coprendo altri campi, ma non prima di aver consolidato i passi precedenti.

Il concetto del “meccanismo chiave” presenta dei rischi. Far crescere un sistema aggiungendo nuove parti senza un piano preciso, ma all’occorrenza può generare dei mostri (basta analizzare il sistema informativo di una qualsiasi azienda italiana). Questo rischio è minore tanto è più bravo il giardiniere che cura il giardino. Il giardiniere esperto e previdente sa far crescere le piante in modo ordinato e secondo la sua volontà, il giardino di quello miope finirà per essere una jungla disordinata.

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Will Power: ne avete un solo bicchiere!

E’ passato un anno dal Working Capital di Padova (13 ott 2010): mi pare un’ eternità in cui ho fatto innumerevoli cose. La parola chiave di questi 12 mesi è stata: will-power, la forza di volontà. Ho un lavoro diurno abbastanza impegnativo e stancante (PM ferroviario) e decidere di dare vita ad una seconda attività richiede un pizzico di incoscienza e molta forza di volontà. Ogni azione va misurata ed economizzata. Il tempo è sempre poco ed è necessario trovarselo. Ogni spazio ed ogni momento sono utili per portare avanti “il progetto”. Questa attività frenetica e continua richiede una grande forza di volontà, che purtroppo è limitata.

La forza di volontà è come il liquido che riempie un bicchiere. I modelli mentali presenti utilizzati dai nostri cervelli sono dei comodi sentieri che percorriamo migliaia di volte durante la nostra giornata tipo. Sono sequenze di azioni (ancora pattern!) che si attivano e a cui non prestiamo troppa attenzione. Per svolgere un’attività che non sia di routine è necessario uscire dagli schemi: ogni piccolo sforzo di questo tipo equivale a bere un sorso dal bicchiere della nostra willpower.

La will power dipende dal livello di glucosio nel sangue (Roy Baumeister – Florida State University): poco glucosio, poca forza. Quando siamo ‘stanchi’ è ancora più difficile. La strategia migliore è quella di consumare meno possibile il contenuto del bicchiere. E’ possibile riuscirci utilizzando la forza di volontà per creare barriere, vincoli e segnaposti per le nostre azioni.

Se voglio dimagrire, una volta che sarò sfinito sarà difficile resistere al barattolo di nutella nella credenza: eviterò la tentazione evitando di comprare la nutella e sostituendola con della frutta :-(

Se voglio evitare di entrare in una stanza perché ho lavato il pavimento, metto uno spazzolone di traverso sull’uscio della porta. Io modifico l’ambiente attorno a me con tanti piccoli segnaposto per aiutarmi nei momenti in cui sarò stanco ed andrò con il pilota automatico. Creare i segnaposto costa molta poca fatica rispetto a modificare l’azione nel momento del bisogno.

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Personal MBA – La mappa mentale del capitolo 2 – Creare Valore

05.10.2011 1 commento

Come raccontato nel precedente post, sto (stiamo) utilizzando l’ottimo manuale di Josh Kaufmann (PMBA) per ottimizzare le nostre attività al Frankenstein Garage. Dover sfogliare tutto il manuale e portarselo dietro è impegnativo. Per ogni capitolo mi sono creato delle mappe mentali facilmente consultabili. Le sto ridisegnando con la tavoletta per poterne disporre ovunque. Ecco la mappa del secondo capitolo (il primo è l’introduzione).

[Continua...]

100 libri e L’esperienza di Frankenstein Garage

04.10.2011 1 commento

Frankenstein Garage nasce dalla volontà di un piccolo team di esperti IT di creare un attività nuova oltre al propro lavoro informatico.
E’ un esperimento di bootstrapping, perchè non vogliamo impegnare e rischiare troppe risorse personali. Si può fare e ci stiamo provando.

Le Origini
Le nostre competenze tecniche non erano sufficienti a dar vita ad un business. Nessuno di noi ha un MBA, ma la cosa non ci ha scoraggiato. Abbiamo iniziato a studiare, cercando i libri che ci sembravano di volta in volta più utili per acquisire le conoscenze necessarie: finanza, marketing, business, innovazione.
Per fare la ‘nostra cosa’ non ci servivano titoli, ma conoscenze reali e pratiche.
La natura tecnica ci ha aiutato a trovare un’approccio pratico al problema.

Frankenstein Garage
Il progetto cui stiamo lavorando vorrebbe diventare il primo FabLab di Milano. FabLab sta per Fabrication Laboratory (ma anche per Faboulous Lab), ed è un luogo dove le persone possono costruire (quasi) qualsiasi cosa. Il primo FabLab nasce al MIT di Boston per un corso tenuto da Neil Gershenfeld. Il laboratorio dispone di strumenti per la fabbricazione digitale come stampanti 3D e macchine a controllo numerico. Dai disegni CAD inviati alle macchine, magicamente, fuoriescono degli oggetti reali.

Impieghiamo materiale di recupero (elettronici, elettrici e meccanici) per sviluppare prototipi a basso costo e migliorare la nostra inmpronta ecologica. La nostra esperienza nel mondo IT ci ha insegnato che l’approccio agile è applicabile in molte altre sotuazioni diverse dal software: è per questo che la fase iniziale dei nostri prototipi coinvolge pesantemente l’utilizzo di mattoncini LEGO.

Per sostenere le nostre attività abbiamo sviluppato un MEVO (Minimum Economically Viable Offer): AbNormal, una piccola scheda a micro-controllore che saremo pronti a vendere nel giro di pochi giorni.

 Come ci ha aiutato PMBA (Personal MBA)

Pochi mesi un fa  Twit ci ha svelato l’esistenza di una lista di 100 libri di business ‘fondamentali’. La lista è mantenuta da Josh Kaufman, che come noi ha si è dato da fare per auto-istruirsi al business (raggiungendo e superando un classico MBA). Ha riassunto il suo lavoro in libro in cui sono riassunti i concetti chiave. Il libro non esonera dalla lettura dei 100 libri. E’ una quick reference, molto utile per ricordare rapidamente i concetti fondamentali. Non abbiamo potuto resistere dal procurarcelo! Lo abbiamo competato con delle mappe mentali e lo usiamo molto operativamente. E’ una sorta di “manuale dell’ingegnere” per il business.

Le mappe mentali che abbiamo creato aiutano ad ottenere risultati più rapidi. Si possono controllare molteplici aspetti in un solo colpo d’occhio. Questo ci ha aiutato a sviluppare concetti chiari e perfezionare le nostre proposte in un Business Plan accettabile.

Il risultato del lavoro svolto è stato concreto: abbiamo anche vinto due premi solo poche settimane dopo aver iniziato questo progetto: “Dall’Idea all’Impresa” e “Diamo Casa a 10 idee creative”. Poi, si sa, gli esami non sono mai il punto di arrivo, ma di partenza: ci aspetta ancora tantissimo lavoro e innumerevoli prove!

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