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Prendi una Servlet, trattala male… mettigli una bella variabile, così per comodità. Magari prendi una di quelle variabili pallose tipo la request o la session e per evitare di passarla ad i vari metodi di cui hai farcito la servlet, la dichiari nel corpo della classe:


public class HelloServlet extends HttpServlet {
 

HttpSession session;

public void doGet (HttpServletRequest req, HttpServletResponse res) throws Exception {

PrintWriter out = res.getWriter();

session = request.getSession();

m1();

m2();

out.println(“Hello, world!”);

out.close();

}

public void m1 () {

//qui si fanno delle cose usando l’oggetto session

}

public void m2 () {

//anche qui si fanno delle cose usando l’oggetto session

}

}


BESTIA!!!! dopo chiediti perchè misteriosamente sembra che gli utenti si ‘scambino gli oggetti tra le sessioni‘.

Io non te lo dico: non lo meriti!

2 thoughts on “Il peccato originale del programmatore – II

  1. Peccato che i container di solito creino una sola istanza per ogni servlet, altrimenti il codice si sarebbe potuto migliorare ulteriormente mettendo la session come variabile static🙂

    PS se qualcuno a questo punto ha detto “è vero!” e fa il programmatore è meglio che cambi mestiere.

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