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4 giugno 2010, ore 4: suona la sveglia.
Faccio colazione ed esco che il cielo già rischiara ad est.
La strada da Lodi fino a Tremenico è lunga. Arrivo alle 6 allo spiazzo del rifugio Roccoli Loria. Un laghetto silenzioso e due tende di tedeschi.
Alle 6 e 30 zaino in spalla e sono sul sentiero. Non si puo’ sbagliare, è molto semplice. Lascio il rifugio sulla destra e mi inoltro nel bosco. Dopo poco, alla mia destra, appare un malga belante – un cartello dice che vendono formaggi. Avanzo con passo svelto. Fa freddo nonostante la soft-shell e il cappello di lana. Mi tiro su anche il cappuccio per ripararmi dal vento. Il sole è già sorto da un pezzo, ma il versante è tutto in ombra.
Passo la prima malga ad Agrogno e dopo un po’ raggiungo pure la seconda malga che sembra abbandonata.
Alle 8 e 30 sono alla Ca de Legn. Mi riposo con cioccolato e coca cola. Mi giro e scorgo la vetta del Legnone. C’è neve un po’ dappertutto. Non moltissima, ma c’è e sembra coprire il sentiero.

La Ca de Legn e la cima del Legnone

Riparto che sono le 9. Restano gli ultimi 500 metri. Dopo poco il sentiero sparisce nella neve che è compatta ed abbastanza dura per i ramponi. Metto via le bacchette e proseguo con ramponi e picca. Si vede un canalone molto ampio di neve compatta. Salirò da li. Per precauzione mi terrò a sinistra.

Il canalone verso la cresta del Legnone

Salgo senza fatica, regolare. Mi volto e dietro di me nessuno. Ad un certo punto decido di farmi una foto e mi accorgo di essere ad una pendenza di una sessantina di gradi.

Autoscatto nel canalone

Si intravede in cima un palo segnavia. Ormai sono in cresta. Mi fermo 5 minuti per riprendere fiato.

Vedo la cima, con la croce. C’è da camminare ancora poco, ma su un tratto molto esposto e per fortuna il vento è calato; ho le mani gelate. Pianto la picca ed avanzo come da manuale, con estrema attenzione. Ogni passo è calcolato. E’ come camminare in cima ad un tetto: e che tetto! Il pezzo più brutto è lungo 30 metri ed è strettissimo: a destra e sinistra il vuoto.

La cresta

Quindi di fronte a me un panettone di 10/15 metri: è la cima!

La croce del legnone

Inizio a salire piantando la picca e muovendo piccoli passi con i ramponi. Li infilzo ben bene nella neve che è ancora dura. Ad un certo momento, mentre salgo su questo muro, mi sento piccolo piccolo. Mi volto e vedo che sono l’unico lassù. Nessuno alle mie spalle. Sono le 10 e qualcosa ed in cima al Legnone ci sono solo io. E’ un misto tra paura, sgomento ed esaltazione per esserci arrivato. Prendo un bel respiro e proseguo. Ma saprò scendere poi?

In vetta!

Finalmente in vetta. Le mani alzate al cielo, tiro un urlo che nessuno può udire. Sono arrivato.

Autoscatto

Mi riposo per mezz’ora cercando di stare il minimo indispensabile: non vorrei che la neve sciogliendosi non mi permetta più di scendere. Faccio fuori le mie due provviste e timoroso e prudente ritorno sulla cresta. La neve è molto più molle ora, ma ormai sono già all’inizio della cresta e sto togliendo i ramponi.

Scendo quasi correndo. Mi fermo alla Ca de Legn, in pieno sole e mi riposo ancora un pochino facendo asciugare l’atrezzatura.

Alle due sono alla macchina.

mappa monte legnone

mappa monte legnone

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