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Uscire dagli uffici!

Come verificare le mie ipotesi sul problema? cosa vuol dire uscire dagli uffici?

E’ una cosa che ho già fatto alcuni mesi fa per verificare l’interesse verso un sito di annunci per badanti/colf. E’ necessario definire un questionario e quindi prendere tutto il coraggio ed uscire per fermare delle persone. Nel caso delle badanti/colf è stato abbastanza difficile. Il target era costituito da donne straniere, che nella maggior parte dei casi erano anche senza permesso di soggiorno. Erano molto diffidenti nei nostri confronti ed avvicinarle era abbastanza sconfortante. Ci presentavamo come studenti universitari. Abbiamo curato anche l’abbigliamento, cercando di essere quasi invisibili. In media riuscivamo ad intervistarne 1 su 10.

Ora mi prefiggo di fare una cosa simile ma di utilizzare internet. Ho individuato una serie di possibilità. Credo che userò PollDaddy o LimeSurvey se non richiede troppo lavoro.

Il questionario

E’ una sequenza di domande che possono essere chiuse o aperte. Quelle chiuse sono più semplici da trattare perchè non necessitano di successive interpretazioni. Le domande vanno codificate per poter raccogliere meglio i risultati. E’ importante il linguaggio: in ogni caso deve essere semplicissimo, anche se il vostro target è ‘istruito’. Le frasi poi devono essere semplici e comprensibili. E’ sempre necessario provare il tutto prima di partire. La classica prova è quella del portinaio. E’ bene anche che non sia troppo noioso e se possibile ‘create una storia’, cioè dategli una logica, un filo. Ci sono poi domande critiche ed altre considerate leggere o d’approccio. Le prime vanno messe sempre verso la fine per evitare una fine prematura della sessione o il nascere di tensioni. Le seconde – a cui appartengono anche le domande personali – si usano per rompere il ghiaccio e per chiudere in leggerezza. Si curi anche la sequenza: ci sono domande che se accostate, possono creare polarizzazione delle successive risposte (in entrambii versi). Esempio chiedere se una persona è cattolica e quindi chiedere se è favorevole all’aborto. Sicuramente la seconda domanda risentirà della prima risposta. Le domande devono essere il più possibile neutre, non devono suggerire le risposte che vorremmo sentirci dire. Per esempio: chiedere “cosa ne pensa del problema x” è diverso che chiedere “alcuni pensano riguardo a x che … Lei cosa ne pensa?”. Anche chi intervista dovrebbe essere neutrale e non appoggiare o dimostrarsi ostile verso le opinioni espresse. A volte basta poco! Il linguaggio del corpo è difficile da controllare!

In breve:

  1. siate brevi e concisi sia sulle domande che nel loro numero
  2. le domande non devono influenzare le risposte – neutralità!
  3. le risposte si devono poter registrare in modo semplice, rapido ed univoco
  4. la trama: passare da argomenti generali a quelli più particolari e chiudere in scioltezza e relax (struttura a doppio imbuto)
  5. il questionario deve essere scorrevole e piacevole
  6. verificare sempre il questionario prima dell’uso (test del portinaio)

Alcuni di questi accorgimenti sono specifici per questionari eseguiti di persona. La categoria dei questionari on-line si considera una via di mezzo tra quelli ‘postali’ e quelli “personali”.

Riporto qui il questionario realizzato l’anno scorso.

Segnalo un libro sull’argomento (per neofiti come me): “La guida del sole 24 ore alle Ricerche di Mercato” – Alessandro Amadori e Letizia Leprini

Più i giorni passano e più mi rendo conto che ho una montagna di cose da fare! Mamma che fatica! E’ così anche per voi? Altro che 10 settimane mi servono!

7 thoughts on “Lean StartUp 1/10 – Ricerche di Mercato

  1. ONel suo nuovo libro Runing Lean, Ash Mayura mette in aviso dal usare il survey al posto dall’interrvista in persona. ci sono.tre.punti chiavi all’argomento:

    1) in questa fase devi cercare poche risposte qualitative, non quantitativi. Non serve avere una raccolta dati statististicamente rilevante.

    2) percio e’ molto piu’ importante parlare in persona (o al peggio per telefono o skype). Devi leggere nel linguagio del corpo, e sopratutto dare molto spazio alla risposta libera. In fondo sta scavando nei bisogni e saperi delle persone alla ricerca di un problema che vale la pena risolvere.

    3) dovresti arrivare ai contatti con le prime persone dalla tua network. Chiedendo ad ogni passagio se il contatto ti puo’ mettere in contatto con altre persone che potrebero essere interessati. Dopo un po’ potresti anche capire altri canali (un blog di influneza, un corso di Ilaurea, un bar) dove trovare alti concentrati di potenziali intervistabili, anche fuori da tuo network. IL concetto e’ che non riesci a trovare abbastanza persone da intervistae, forse devi riconsiderare le tue ipotesi sul target market e/o il problema. Inoltre, stai imparando delle cose che ti aiuteranno a capire canali dove trovare clienti futuri.

    Ti suggerisco di leggere Running Lean per riformulare il metodo prima di procedere. Il libro e’ gratis in PDF, corto e molto pratico.

    Ho partecipato da “intervistata” a diverse interview di customer developm web t. Quasi sempre per telefono, durata circa 40-60 minuti, e l’intervistatore mi ha sempre detto semplicemente il problema che vuoleva risolvere per me, poi mi chiedeva se avevo di fatto tale problema, e in finmi faceva parlare di come lo risolvo attualemente, etc etc. insomma, scavava nelle mie parole alla ricerca si una gemma.🙂

    Spero diesserti stato utile.

    • Utilissimi consigli. Grazie!!! Il libro lo sto leggendo in questi giorni tra le altre mille attività! In effetti pensavo di provare con un mix delle due cose, cioè di provare sia una versione ‘on-line’ per il questionario che di effettuare delle vere e proprie interviste ‘di persona’.

      • No problem, si capiva tutto. Intanto ho continuato la lettura di running lean e mi è tutto più chiaro.
        Tara, come ti trovi con Android? che telefono utilizzi? P.

      • Devo provare un Galaxy 7 per lavoro ma me ne han parlato male in termini di usabilità (tastiera che sparisce mentre scrivi ecc ecc). Visto il tuo post di oggi mi sono allarmato. Cmq… vuoi mettere AT&T con i carrier italiani?

  2. Le domande chiuse sono sicuramente più facili da gestire, ma non ti danno un grande valore dal punto di vista di “cosa vuole” l’utente perché non gli è permesso esprimere le proprie opinioni in modo dettagliato; molto meglio le domande aperte, che ti possono aprire scenari a cui non avevi pensato: in questi casi la conversazione è infinitamente superiore al questionario perché hai l’opportunità di seguire direttamente tali scenari.

    Una volta che hai le idee abbastanza chiare su cosa vuoi fare un questionario può essere molto utile per capire come dare le priorità, però devi avere una base di utenti, reali o possibili, sufficientemente ampia.

    Tieni inoltre conto del tempo che richiedi al tuo target (40 minuti sono un’infinità, ma alle persone piace parlare, quindi ascoltarle con attenzione può darti un grande potere) e cerca di ricompensare le persone per la disponibilità – so che hai Permission Marketing, quindi per te questa non è una novità😉

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