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Cos’è il pensiero laterale?(1)

A scuola ci addestrano alla logica e al ragionamento (2). Questo accade fin dai primi giorni di asilo o scuola materna. Gli esercizi che ci fanno compiere sviluppano maggiormente l’emisfero sinistro, quello logico.
Ci addestrano ai simboli e al loro utilizzo. Le capacità logiche prendono il sopravvento e i simboli dominano i nostri pensieri.
Creiamo anche dei modelli. Sequenze temporali di fatti vengono registrate come un modello ed ogni volta che quei fatti si ripresentano ai nostri sensi, il modello si rafforza. Un modello mentale è come un blocco di gelatina scavato dall’acqua: un canyon. Più acqua passa più il canyon si scolpisce. Da tali canyon è difficile uscire. Sono fondamentali, ma ingabbiano i nostri pensieri. Creano utili e rapidi schemi che intrappolano la fantasia.
Il pensiero logico è verticale: ha un inizio ed arriva ad una fine, una conclusione. Si basa sui modelli per compiere i passi necessari.
Il pensiero laterale cerca di fuoriuscire dalla rigidità dei modelli mentali. Può apparire insensato, ma cerca nuove possibilità, nuove strade. Potremmo chiamarlo ‘fantasia‘, e non è un talento innato. Si può allenare ed esercitare.
Per un innovatore è fondamentale (non solo per loro!). Una start-up nasce da un’idea, da una novità, una innovazione.
Il pensiero laterale mette il seme, e lo fa con metodo. Spazia ed esce dai canyon: lo fa generando stimoli.

La pratica del pensiero laterale – cosa accade oltre lo steccato bianco?

Si può essere fantasiosi e ci si può allenare a farlo. Esistono delle tecniche applicabili a qualsiasi situazione.
Provo ad elencarne qualcuna.

Il pensiero laterale va utilizzato per produrre varianti e per produrne molte. Solo in seguito si approfondirà con il pensiero ‘verticale’ quanto generato.

1. Generare alternative – hai un problema e vuoi trovare delle soluzioni alternative. Al centro di un foglio scrivi il problema; racchiudilo in un tondo e traccia dei rami. Quante soluzioni vorresti trovare: 5? ok, traccia 5 rami. Ora, senza pensarci troppo e in 10 minuti al massimo, prova a scrivere 5 possibilità. Spara a zero, senza ragionare troppo. Osa senza vergognarti di pensieri stupidi o scontati.


Il pensiero laterale funziona così: spazia, esplora cerca alternative. Questo ‘trucco’ in effetti potrebbe non essere così immediato, ma nel tempo e con un po’ di pratica, ci si riesce senza difficoltà.
2. alterare i presupposti – ci sono delle ipotesi iniziali? modificale. Utilizza il “what-if”. Hai come presupposto un server con sistema windows? cosa accadrebbe se fosse linux? Hai ipotizzato di vendere ciambelle in una location in affitto? what-if questa location foasse un camioncino rosso preso a noleggio?

3. confini – esistono dei confini? rompili, attraversali: cosa accade oltre allo steccato bianco?

Ci sono dei livelli predefiniti? sorpassarli, aggirarli o annullali. A volte nel compiere queste operazioni ci si sente come se si imbrogliasse: non è sbagliato e va benissimo. State massacrando i modelli mentali e, giustamente, i vostri modelli si lamentano: “hei, non puoi fare così, le regole non sono queste.”
4. i perchè – Vi ricordate quando da bambini chiedevate sempre il perchè di tutto? era un gioco senza fine. Applicatelo al probelma e mettete tutto in discussione. Applicate un perchè ad ogni cosa. Capirete molte cose ed emergeranno i meccanismi delle cose. Molti assunti non hanno solidi fondamenti: sono così perchè da sempre si fa così. I perchè polverizzeranno queste ipotesi e vi daranno nuove visioni.

5. sospendere il giudizio. Il processo logico parte da un punto iniziale ed arriva ad un punto finale: segue un percorso che implica una serie di sequenze o scelte logiche. Ogni passo è giudicato ed è logico. Un passo ‘vietato’ viene stroncato dal giudizio. Il pensiero logico può anche partire dalla conclusione e retrocedere fino all’ipotesi iniziale (fig1).  A volte però si giunge ad un punto morto e non si riesce ad avanzare (fig 2).

Immagina di partire dal punto C (fig 3). In tale posizione potrebbero essere ammissibili 2 vie: quella verso B e quella verso D – che da A non era ‘visibile’. Passiamo allora da C a D. In D è possibile arrivare ad A per una nuova via.
6. idea dominante – Il problema che stai analizzando è caratterizzato da un’idea dominante? La sai individuare? cerca di farlo nel modo più preciso possibile. Individuata l’idea, evitala! Più l’idea è definita e più è facile evitarla.
7. fattore cruciale – è un elemento che deve sempre essere incluso. E’ un vincolo e può immobilizzarti in una situazione impedendoti il cambiamento. Spesso un fattore cruciale è un presupposto. Scovalo ed analizzalo. Se è un presupposto, trattalo come tale (punto 2).
8. frazionare – i modelli tendono a consolidarsi e a crescere. A volte si uniscono. Per andare in controtendenza, prova a dividere in piu modi il problema. Ci sono modi più naturali per dividere le cose ed altri meno intuitivi. Modi regolari e altri che non sfruttano nessuna simmetria. A volte si possono dividere le cose in blocchi completemante separati, oppure avere blocchi che si possono anche sovrapporre. Quando hai scomposto il problema, prova a ricomporlo in modo differente.
9. invertire – puoi individuare una direzione o un ordine? prova ad invertirlo. Devi realizzare un a macchina che raccoglie e confeziona ortaggi? prova a pensare a qualcosa che prima confeziona e poi raccoglie. Potreste far crescre i germogli dentro a dei vasetti e poi raccogliere i vasetti. In giappone lo fanno con le angurie per risparmiare spazio e renderle più trasportabili.

10. dividere – dividi in 2 parti e poi ogni parte ancora in 2 sotto parti (a volonta!). Dividi libreramente, equamente oppure no. La divisione forzata obbliga a ripensare le cose e ad organizzarle in modo diverso.

Per oggi mi fermo qui. Esistono altre tecniche, le descrivero’ in un prossimo post.

(1) – note e appunti liberamente tratti dal libro ‘Creatività e pensiero laterale’ di Edward de Bono.

(2) – forse prima che sfasciassero il sistema scolastico italiano. Ora c’è il rischio che non si sviluppi più ne l’emisfero destro, ne il sinistro. E non certo per colpa degli insegnanti.

3 thoughts on “Scavalcare lo steccato bianco: pensiero laterale per innovatori

  1. Grazie mille per l’articolo. Argomento molto interessante anche se è da approfondire (attendo altri post😀 ). Anche se secondo me limitare le soluzioni ad un numero finito non è logico… Chi mi dice che sono le 5 (in questo caso) corrette e + facili? E se esiste una 6 o ennesima soluzione migliore di tutte?

    Comunque è un argomento molto interessante che vorrei approfondire.
    Grazie
    Al.

    • Fissare un limite (3, 4 o 5 casi) da raggiungere obbliga a generare un certo numero di alternative. Lo stesso limite ci impone di dover generare un numero minimo di varianti. Il tempo mi costrige a farlo senza pensarci troppo, procedendo alla leggera. Se avessi tutto il tempo necessario, mi soffermerei sulla possibiltà più allettante, cercando di approfondirla, e perdendo la possibilità di generare la varietà.
      Ti assicuro che generare 5 alternative ‘originali’, in 10 minuti, ad un qualsiasi problema è un compito arduo.

  2. @algraps In più, se quando hai finito non sei soddisfatto delle 5 soluzioni, puoi sembre tracciare ancora una linea (o più di una) e il cervello, che mal sopporta la sensazione di incompiuto (pensa a quando senti suonare una scala dal do fino al al si e si ferma lì) si sforzerà di trovare un modo per riempire quel vuoto.

    Concordo, il compito è arduo anche se potrebbe non sembrare tale – così come non sembrava tanto quando la mia prof di lettere diceva “parlami per due minuti di ${argomento}”, finché non toccava a te e scoprivi che quei due minuti duravano ore e ore…

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