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“Il compito non è vedere quanto nessuno ha visto ancora, ma pensare quello che ancora nessuno ha pensato su ciò che tutti vedono” – Schopenhauer

Conoscevo una musicista che si struggeva per cercare un nuovo stile musicale. Era forte di una sua convinzione: studiare troppo la musica, lo avrebbe condizionato, perché non avrebbe saputo creare qualcosa di veramente nuovo, ma sempre una ricombinazione di quanto già esistente. Credo che questa idea sia sbagliata e nociva. Intanto è una scusante per la pigrizia. Non posso cercare una scorciatoia per l’innovazione pretendendo di isolarmi e chiudere gli occhi. Il fatto di essere completamente vergini e di aver di fronte a se la tabula rasa, non garantisce certo l’innovazione. Anzi, è molto probabile che ignorando completamente un’argomento, si ricaschi inevitabilmenbte in tutti gli errori già commessi e in tutte le soluzioni già proposte. Per innovare è necessario studiare ed essere competenti.
Anche il timore che la propria idea non sia altro che una ricombinazione di idee già esistenti è infondato: se il mix (benriuscito) è inedito, è counque una novità. In fondo siamo circondati da idee che sono la combinazione di altre idee.

Parlare di mix potrebbe far pensare solo alla somma di proprietà, ma considerate ogni possibilità: potreste sottrarre una cosa ad un’altra, oppure invertirne una o cambiare l’ordine o magari considerare solo alcune caratteristiche dei componenti originali.

Vi propongo un metodo per innovare ricombinando ideato da Fritz Zwicky, un fisico svizzero. Zwicky battezzò la sua tecnica con il nome di “scatole morfologiche”:
1. definite precisamente l’argomento della vostra esplorazione: in che campo volete innovare? auto? cibo? social network?
2. individuate dei parametri rilevanti che riguardano il vostro futuro prodotto e quelli esistenti (sforzatevi di trovarne più che potete);
3. per ogni parametro sforzatevi di trovare una serie di valori possibili (anche improbabili!);
4. disegnate una tabella disponendo all’inizio di ogni riga il parametro e nelle successive caselle della riga i possibili valori che possono comparire;
5. individuate dei casi esistenti e diagrammateli come nelle figure seguenti.

Supponiamo di voler trovare un nuovo mezzo di trasporto urbano. Cerco una serie di parametri e valori e li rappresento su una matrice.

Matrice "vergine", pronta per l'uso

Quindi analizziamo e diagrammiamo alcuni casi noti.

Skate

RollerBlade

Ora proviamo ad inventare toccando delle aree “scoperte”:

Qualcosa di nuovo?

 

Per procedere in modo sistematico si dovrebbero individuare tutte le soluzioni attualmente esistenti e quindi cercare quella soluzione che si differenzia da tutte le altre. Vi sembra una storia già sentita? Magari avete letto da poco Blue Ocean Strategy (BOS)! Si, ci sono parecchie somiglianze, tanto da pensare che la BOS sia l’applicazione delle matrici di Zwicky ad un elemento del business.

I parametri si possono disporre anche su strutture a più dimensioni (cubi o ipercubi) ma si potrebbero avere delle difficoltà nel rappresentarli.

 

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