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Da tempo seguo che futuro! e le storie che racconta. Sabato mi sono detto: “una storia da raccontare, seppur piccola, la conosco…”. Ho riempito il form sul sito…

Poco dopo la redazione mi ha ricontattato. Volevano sapere di più. Ecco cosa ho risposto:

Alcuni anni fa mi sono reso conto che lavorare alle dipendenze di qualcuno non faceva per me. Sono sempre stato uno spirito libero. A 18 anni leggevo “On the road” e guardavo “Easy Rider” prima di partire con il guzzi per girare l’Italia (niente autostrade, solo statali per godere il paesaggio).
Ho studiato ingegneria, anche se ho inizato presto: a 10 anni mi son fatto regalare un ZX Spectrum ed un saldatore.
Riparavo televisori ed elettrodomestici. Negli anni del boom delle .com ho inziato a sviluppare software: per passione e poi per pagare una casa e mantenere una famiglia.
Molti miei amici sono scappati dall’Italia, ma io sono rimasto. Un po’ per la famiglia e un po’ perchè fuggire non ha senso.

Il lavoro dei programmatori nel tempo è sempre più peggiorato. Ora a Milano c’è un mercato “delle carni” dove i prezzi sono al ribasso: nessuno assume e nessuno si preoccupa della Qualità.
Non possiamo dire che le cose vadano benissimo anche se ultimamente gli ottimisti come me vedono qualche spiraglio. Se le cose vanno male però, mi hanno insegnato che non si fugge: si lavora per cambiarle. Non è facile restare e resistere in un paese che non è un paradiso per chi lavora anche se la sua costituzione inizia dicendo che la repubblica è fondata sul lavoro.
Nasce così la mia idea di creare il lavoro che non esiste e che nessuno ti darà mai. Ho iniziato alcuni anni fa. Ho letto su Wired della Telecom Working Capital ed ho provato a parteciparvi. Non sapevo nulla di imprenditoria ed ho inziato a studiare, a comprare libri, ad informarmi su Internet.
All’inizio ho provato a seguire la via normale (mi si perdoni… ma le montagne devo sempre infilarle nei miei discorsi), e quindi a scrivere dei business plan su delle idee che mi erano venute cercando possibili finanziatori.
Le cose non funzionavano. Le idee si rivelavano tutte poco redditizie e nessuno aveva interesse a finanziare.
Iniziai a cercare di capire il perché e quindi senza ancora sapere di Steve Blank ho iniziato a scrivere questionari e a fermare le persone che sarebbero potute essere i miei clienti (è una cosa veramente difficile!).

Perchè la via normale non funziona?

Una serie di fortunate(!?) coincidenze mi ha fatto capire che una startUp non può utilizzare un piano che fa previsioni su 5 anni. Per una startup è tutto incognito. Non si è sicuri del prodotto, dei clienti, del mercato. Come è possibile prevedere che in 5 anni andrò in pareggio?
E’ assurdo!
Una startup vive alla giornata. Ma è necessario farlo con metodo e disciplina. Tutti i piani sono basati su ipotesi.
Voglio che le cose funzionino? devo verificare le ipotesi. Devo inventare dei test. Devo parlare con le persone. Devo uscire dall’ufficio ed inctrare la gente (i miei futuri clienti). Questo è quello che dice Steve Blank nei suoi corsi.
Le verifiche sono veloci ed un business plan non è adatto. Per questo è sostituito da un Business Canvas (come insegna Alex Osterwalder).
Non servono investimenti. Per verificare un’idea di business servono pochissimi euro. A volte si riesce a fare tutto gratis. Su Internet si trovano risorse gratuite quasi infinite! (la startup da 100$ di Guillebeau)
Anche la connessione alla rete è facilmente reperibile: sono sempre di più gli hotspot offerti anche da bar e locali.

Il lavoro che sto creando è sostenibile.
Non voglio una Mercedes o la villa in Sardegna. Voglio una vita migliore. Voglio tempo per giocare con i miei figli e stare con mia moglie. Per una vita migliore non servono soldi. La vita migliore è quella in cui tempo, soldi, lavoro ed affetti sono in equilibrio.

Sto ancora lavorando al mio ‘progetto’. Purtroppo devo pagare il mutuo e quindi per 8 ore al giorno lavoro come programmatore, in un cubicolo di un’azienda che “integra” software e sistemi. Per questo il mio ufficio è ovunque. Le pause pranzo si usano per rispondere alle mail. I viaggi da pendolare su treni ed autobus sono ottimi per scrivere, aggiornare il sito, progettare. La notte è magnifica per lavorare, ma l’alba ancora di più. Facendo così si riescono a ritagliere un bel po’ di ore di lavoro senza farlo pesare troppo alla famiglia.
Ci vuole passione infinita. Resilienza come quella dei maratoneti e degli alpinisti. Bisogna saper resistere alle tempeste che arrivano, quindi darsi coraggio e riprendere senza mai smettere.

Credo che sia importante diffondere questi nuovi modi di fare business. Sono informazioni molto preziose che possono evitare molti problemi. In Italia sono note in alcuni ambienti da startuppers, ma le istituzioni le ignorano del tutto, così come la maggior parte degli incubatori o delle scuole.
Vi ho scritto perchè vi seguo da tempo e non ho visto ancora nessuno parlare di queste cose.
L’Innovazione è anche nel modo di fare business.

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