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20130222_173949Venerdì scorso sono stato invitato al Secondo Dialogo di Arscentia: ho preso qualche appunto ed inviato qualche twit per @makers_faire_roma.

Johannes Deutsch – parla dell’arte e del ruolo dell’artista. Johannes realizza opere interattive digitali e sperimenta nuove tecnologie nell’arte. Ha raccontato di come la Bauhaus cercava di insegnare agli artisti a coniugare l’idea artistica di un oggetto con la sua realizzazione. Per fare un esempio ha chiesto di pensare ad una mela: cos’è una mela? O meglio come deve pensare l’artista alla mela? Oltre all’oggetto c’è una galassiia di sentimenti, emozioni, ricordi, sensazioni. L’artista deve sintetizzare questa galassia e riportarla nell’opera. Anche solo usando una matita ed una linea. Si possono applicare tecniche sempre più complesse e raffinate, che devono riportare in modo genuimo ed efficace l’idea di “Mela” che l’artista ha rielaborato.

Le tecnologie moderne sono un mezzo potente ed affascinante che gli artisti devono imparare ad utilizzare senza farsi sopraffare: il suo lavoro è stato questo. Nelle sue opere ci sono mele gigantesche da 8x12m, digitali e virtualizzate che si modificano dinamicamente, seguendo la musica.

Riccardo Palmierini – ha parlato di arte, scienza ed impresa, riprendendo l’opera di Leonardo: artista completo. Ci ha guidati in un viaggio costellato di antichi oggetti misteriosi (lampade egizie , batteria di Baghdad…) fino a presentare  la colonna multisensoriale da lui realizzata. Uno “strumento” meraviglioso per realizzare ambienti che possono coinvolgere tutti i sensi. Le sue torri possono emettere suoni, luci ed anche profumi. Sono connesse alla rete e coordinate da una regia che permette di programmarle in modo semplice.

Michele Vianello  – come direttore del VEGA tocca con mano tutti i giorni l’innovazione e parla dell’eseigenza dell’open-source e della necessità di fare il “salto di corsia”. Cita un esempio di Guy Kawasaky sul produttore di blocchi di ghiaccio che alla comparsa sul mercato dei primi  freezer, andò a comprare una sega per il ghiaccio più grande. Siamo spesso portati a cercare la sega più grossa invece che a fare il “salto”. Il salto che serve all’Italia e alle sue imprese  potrebbe quindi essere l’open-source e la condivisione.
Le idee “open” non vengono rubate, bisogna lasciarle libere perché siano criticate e costruite dalla comunità. E’ una logica “wiki” del futuro. In effetti la sfida è condividere: se non si condivide non c’è futuro e la codivisione aumenterà il valore delle idee.

Ecco qui le mie slide:

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